Celebrazione religiosa

Processione sul crinale per la Madonna della Guardia

Centinaia di fedeli hanno raggiunto il valico tra due regioni, rinnovando un legame spirituale e comunitario.

Processione sul crinale per la Madonna della Guardia

Centinaia di persone hanno raggiunto il Santuario della Madonna della Guardia, sul passo della Cisa, per partecipare alla tradizionale processione che coinvolge le comunità della Toscana e dell’Emilia-Romagna. Il valico, posto sul crinale appenninico tra i territori di Pontremoli e Berceto, è stato il punto d’incontro di cittadini, pellegrini e turisti arrivati per una celebrazione che si rinnova ogni anno.

Il corteo ha attraversato il percorso verso il santuario in un clima raccolto, accompagnato dalle preghiere dei fedeli. La giornata ha riunito persone provenienti da Pontremoli, Berceto e dai piccoli centri montani lungo il crinale, confermando il ruolo della Madonna della Guardia come riferimento religioso e simbolico per due comunità divise dai confini amministrativi, ma unite da tradizioni, percorsi e storia.

Il santuario sul passo della Cisa

La chiesa fu benedetta il 16 luglio 1922. Otto anni dopo venne incoronata la statua in bronzo della Madonna, realizzata dallo scultore Enrico Albericci. Nel 1965, la Madonna della Guardia fu proclamata patrona di tutti gli sportivi. Nel corso della celebrazione, il piazzale del santuario si è riempito di partecipanti e ha accolto anche le autorità dei due versanti.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Pontremoli Pier Camillo Cocchi e la sindaca di Berceto Simona Acerbis, insieme alle forze dell’ordine. La loro partecipazione ha sottolineato il legame tra i territori, mentre sacerdoti, volontari, associazioni e organizzatori hanno contribuito alla gestione della giornata e all’accoglienza dei partecipanti.

Una tradizione condivisa

Molti fedeli tornano al santuario ogni anno, mentre altri hanno preso parte all’iniziativa per la prima volta. Alcuni hanno raggiunto il luogo a piedi, altri in auto o in gruppo, seguendo una consuetudine che continua a coinvolgere generazioni diverse. Il contributo dei volontari ha permesso di preparare il percorso, accompagnare i presenti e organizzare lo svolgimento della celebrazione.

Per le comunità della montagna, l’appuntamento rappresenta non soltanto un rito religioso, ma anche un’occasione di incontro e riconoscimento di una storia comune. La Madonna della Guardia resta così un punto di riferimento per chi vive sui due versanti dell’Appennino e per chi attraversa il passo della Cisa, in un contesto dove identità e relazioni superano i confini regionali.