Il marmo come strumento di dialogo tra culture e generazioni. È il filo conduttore della decima edizione del Premio Città creativa Unesco, che a Carrara ha celebrato i tre giovani artisti arrivati sul podio del progetto dedicato al rapporto tra creatività, tradizione e pace. La cerimonia di consegna si è svolta nella cooperativa di San Martino, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle realtà che sostengono l’iniziativa.
A celebrare il traguardo è stata Maria Grazia Passani, presidente provinciale del Club per l’Unesco Carrara dei marmi. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore del lavoro dei giovani partecipanti e il ruolo della scultura come linguaggio capace di superare confini e differenze. Per il Comune sono intervenute l’assessore alla Cultura Gea Dazzi e la vicesindaca Roberta Crudeli.
Il legame tra tradizione e futuro
Dazzi ha ricordato come il Premio riesca a tenere insieme le due anime della città: da una parte lo sguardo rivolto al futuro, dall’altra una tradizione costruita attorno al marmo, alle montagne e ai saperi del territorio. Enrico Isoppi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, ha richiamato la necessità di ampliare la rete dei sostenitori e ha definito l’iniziativa un ambasciatore della città. Sulla necessità di rafforzare le collaborazioni si è soffermato anche l’architetto Corrado Lattanzi, presidente degli Amici dell’Accademia.
Alla cerimonia sono intervenuti inoltre Maria Paola Azzario, componente del consiglio della Federazione mondiale dei Club per l’Unesco, Mauro Macale, presidente nazionale, Giovanbattista Ronchieri di Cuturi, Giuseppe Biagini della Creative Knowledge Foundation di Tucson e il consigliere regionale Gianni Lorenzetti. Azzario ha ricordato la crescita raggiunta dall’iniziativa, mentre Macale ha annunciato un rilancio per la prossima edizione e il progetto delle Scuole blu.
I tre lavori premiati
Al centro della giornata sono stati i tre finalisti, ospiti a Carrara dal 7 settembre al 3 ottobre. La giuria, presieduta dall’artista Luciano Massari, ha assegnato il terzo posto a Sajad Safarian, classe 1997, autore di Peace. L’artista, nato e cresciuto in Iran, ha trasformato nella sua opera la capacità di piegarsi senza spezzarsi in una metafora della resilienza.
Il secondo posto è andato a Marco Cesaro, classe 1999, con Ara Pacis, lavoro apprezzato per il dialogo tra antico e contemporaneo. Blocchi di marmo in equilibrio sostengono un uovo, simbolo della vita e della fragilità della pace. Il primo premio è stato assegnato a Claudia Zanaga, classe 1993, per Atlanti interiori, interpretazione della pace come superamento dei confini.
Le opere saranno esposte alla Gipsoteca di Alessandria, proseguendo il percorso iniziato nei laboratori della Cooperativa Scultori. La giornata si è conclusa con una cena preparata dagli allievi dell’istituto alberghiero Minuto nella scuola sul mare. Erano presenti anche altri Club per l’Unesco amici di Carrara, le istituzioni locali, le città gemellate con il Comune di Massa, salutate dal sindaco Francesco Persiani, e i soci sostenitori del Club. Sono stati infine ringraziati i docenti del liceo artistico Gentileschi, Tiziana Corbani e Marco Ambrosini, che hanno partecipato alla commissione esaminatrice.