Il Ministero dell’Ambiente ha comunicato al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano la nomina della nuova presidente: è Lucia Baracchini, già commissaria straordinaria dell’ente dal 23 aprile. Il decreto numero 273, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, recepisce l’intesa formalizzata dai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana.
Per Baracchini si apre ora un mandato di cinque anni alla guida dell’area protetta. Originaria di Pontremoli, ha alle spalle una lunga esperienza come dirigente scolastica ed è stata sindaca del Comune dal 2011 al 2021. Durante il suo mandato, Pontremoli ha aderito alla Riserva della Biosfera Mab Unesco, senza però entrare nei confini del Parco. Tra i primi obiettivi indicati dalla nuova presidente c’è proprio la possibilità di ampliare l’area dell’ente, senza distinzioni tra territori.
Le priorità per il territorio
Nel delineare la propria visione, Baracchini ha sottolineato come il ruolo del Parco sia cambiato profondamente dalla sua istituzione. Alla tradizionale funzione di protezione e salvaguardia della natura si sono aggiunte nuove responsabilità, legate al rapporto tra ambiente e comunità. Tra i temi indicati figurano la tutela della biodiversità, la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile delle realtà locali, insieme alla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza sociale e culturale sul benessere delle persone.
La sicurezza rappresenta una delle questioni sulle quali la presidente intende concentrarsi con maggiore attenzione. L’obiettivo è lavorare in sinergia con le amministrazioni locali per ridurre e contenere il rischio idrogeologico, particolarmente presente nelle zone caratterizzate da una maggiore concentrazione di terreni argillosi. Il rapporto con i Comuni e con le comunità delle aree interne sarà fondato, secondo Baracchini, sulla continuità degli incontri, sull’impegno e sulla trasparenza.
Montagna, servizi e turismo
Nel programma delineato dalla nuova presidente trova spazio anche il contrasto allo spopolamento e alla perdita dei servizi nelle aree montane. L’attenzione verso la montagna e le zone interne, ha spiegato, dovrebbe tradursi in investimenti strutturali capaci di arrivare anche a livello europeo. Parco e Riserva Mab Unesco dovranno contribuire al benessere delle comunità, rendendo concreta la cura del territorio e dei suoi abitanti e valorizzando le radici locali.
Il turismo viene considerato una leva per la sostenibilità economica dei territori montani, ma non una soluzione sufficiente a garantire entrate durante tutto l’anno. La presidente propone quindi un modello che non si limiti alla visita occasionale o alla fotografia, ma punti su esperienze, incontro e benessere. In questa prospettiva rientra anche la valorizzazione delle produzioni e della cucina tipica, legate alle caratteristiche specifiche dei luoghi.
Infine, Baracchini ha indicato nell’educazione uno degli ambiti sui quali intende lasciare la propria impronta. La sua esperienza nel mondo della scuola potrebbe tradursi nel rafforzamento di percorsi educativi e formativi rivolti ad altri istituti e alle comunità del territorio, con l’obiettivo di attribuire un significato più profondo alle esperienze offerte dal Parco.