Una canzone dedicata alla memoria e al dialogo tra generazioni ha aperto il convegno organizzato per il 170esimo anniversario della Fondazione Galli Bonaventuri, storica istituzione di Pontremoli impegnata da oltre un secolo e mezzo nell’assistenza e nella solidarietà. L’iniziativa, moderata da Davide Tondani, ha riunito un pubblico numeroso e ha permesso di ripercorrere le origini della struttura, affrontando anche le trasformazioni che interessano oggi l’accoglienza degli anziani e il ruolo del volontariato.
Le sfide dell’assistenza
Ad aprire i lavori è stato il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Mario Vaccari, che ha definito l’assistenza agli anziani una vera emergenza sociale. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sulle iniziative della Regione Toscana per migliorare l’accoglienza degli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali, anche attraverso il contributo del volontariato locale.
Vaccari ha indicato tra i punti di forza della Fondazione il legame con il territorio, la qualità delle cure e la formazione del personale. Il vescovo ha inoltre sottolineato la necessità di guardare ai prossimi anni con progetti sostenibili dal punto di vista economico e ha auspicato una maggiore apertura verso il mondo del volontariato e le parrocchie. Il tema del welfare è stato così collegato alla collaborazione tra istituzioni, realtà sociali e comunità locali.
Dalle origini alle prospettive future
La storia della Casa di Provvidenza, nucleo originario dell’attuale Fondazione, è stata ricostruita dal giornalista Paolo Bissoli. L’istituzione nacque ufficialmente nel 1856 per iniziativa dei coniugi Antonio Galli e della contessa Maria Apollonia Bonaventuri. L’obiettivo era offrire accoglienza ai poveri e ai viandanti indigenti, garantire istruzione ai bambini in difficoltà e assicurare ai giovani una formazione professionale.
Nei laboratori della struttura si insegnavano mestieri come falegname, fabbro, calzolaio e sarto, creando opportunità di autonomia e riscatto sociale. Un ruolo decisivo fu svolto dalla contessa Bonaventuri che, rimasta vedova e senza eredi, destinò il proprio patrimonio alla comunità pontremolese. Nel tempo l’istituzione ampliò le proprie attività educative e assistenziali, adattandosi ai cambiamenti della società. Tra le tappe ricordate durante il convegno c’è la nascita, nel 1937, della Scuola Tipografica Artigianelli.
La giornata ha affrontato anche le prospettive del Terzo settore e dell’impegno civico. Ospite d’onore è stata Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della Sera e curatrice della rubrica Buone Notizie, che ha raccontato il lavoro di un’informazione attenta alle esperienze di volontariato. Nel corso della mattinata sono intervenuti la vicesindaca Clara Cavellini, il direttore della Fondazione Pietro Mascagna e il direttore della Società della Salute della Lunigiana Marco Formato.
Particolare spazio è stato riservato infine alle testimonianze di Armando Novelli e Paolo Lapi, chiamati a condividere ricordi ed esperienze legati alla vita dell’istituto. L’anniversario è diventato così un’occasione per collegare la memoria della Casa di Provvidenza alle esigenze attuali dell’assistenza e alle scelte che dovranno sostenere il futuro della Fondazione.