È La moneta bianca di Francesca Grazioli, pubblicato da Il Saggiatore, il libro vincitore della XXI edizione del Premio Bancarella della Cucina. L’opera si è imposta nella votazione finale della grande giuria con 36 preferenze, superando una selezione composta da sei titoli dedicati al rapporto tra alimentazione, cultura e società.
La classifica dei finalisti
Al secondo posto si è classificato Sugo di Maria Chiara Montera, edito da Blackie Edizioni, con 28 voti. Il terzo gradino del podio è stato condiviso da A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema di Salvatore Schiavone, pubblicato da Cacucci Editore, e Haveli: l’India nel piatto di Giotti Singh, de Il Forchettiere, entrambi fermi a quota 25 preferenze.
Seguono Ermione. Vite & Vite di Elvira Gregorace, pubblicato da Trenta Editore, con 22 voti, e La cucina dei Manga di Giuseppe Bianco, edito da Gribaudo, con 17 preferenze. La graduatoria ha riunito opere molto diverse per approccio e contenuti, accomunate dall’attenzione al cibo come elemento di memoria, identità e trasformazione sociale.
Il racconto del riso
A convincere maggiormente i giurati è stato il volume di Grazioli, che affronta il tema del cibo intrecciando storia economica, geopolitica e questioni sociali. Al centro del libro c’è il riso, alimento fondamentale per miliardi di persone, seguito nel suo percorso dalle risaie italiane ai principali Paesi produttori dell’Asia e dell’Africa.
L’autrice ricostruisce l’evoluzione del cereale, passato da risorsa destinata all’autosufficienza a bene strategico dell’economia globale. Nel volume vengono analizzati gli effetti della Rivoluzione verde, della globalizzazione e delle nuove tecnologie agricole, insieme al ruolo delle donne che per generazioni hanno lavorato nelle risaie tra sacrifici, tradizioni e cambiamenti.
Durante la cerimonia, Grazioli ha dedicato il riconoscimento alla memoria di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, dichiarando di aver imparato da lui a cercare la giustizia nel piatto. All’autrice è stato consegnato il tradizionale San Giovanni di Dio, la statuetta simbolo del Premio Bancarella e del legame storico con il mondo dei librai indipendenti.
Il riconoscimento è stato consegnato dall’assessore alla Cultura Annalisa Clerici, dal consigliere storico Giuseppe Benelli e dal presidente della Fondazione Città del Libro Ignazio Landi. Molto apprezzato anche il secondo classificato Sugo, che attraverso ricette, ricordi e tradizioni familiari affronta temi come l’identità, la memoria e il ruolo della cucina nelle relazioni umane.
Il programma dei finalisti ha spaziato dal vino al racconto femminile, dalla cucina indiana ai manga, fino alla memoria familiare e ai grandi mercati globali del riso. La serata è stata condotta, per il secondo anno consecutivo, da Lorenzo Borrelli. Landi ha sottolineato l’elevata qualità delle opere in concorso e ha ringraziato autori, case editrici e sostenitori dei Premi Bancarella, manifestazione che da oltre settant’anni dedica attenzione alla cultura del libro.