La collezione di riproduzioni anastatiche raccolta dal professor Franco Bonatti, studioso e ricercatore di storia lunigianese, è entrata ufficialmente a far parte della Biblioteca del Seminario Vescovile di Pontremoli. La donazione è stata accolta nel corso dell’incontro Biblioteche e donatori. Episodi e personaggi nella storia, dedicato al ruolo del mecenatismo nella conservazione e nella trasmissione del sapere.
A ricevere il lascito sono stati il vescovo Mario Vaccari e don Emanuele Borserini, direttore dei beni culturali della diocesi. All’iniziativa hanno partecipato anche il professor Paolo Lapi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il professor Giuseppe Benelli, presidente dell’Associazione culturale Cappellini della Spezia, l’architetto Stefano Calabretta e monsignor Antonio Costantino.
Il ruolo delle biblioteche
Il momento centrale del convegno è stato l’intervento di monsignor Federico Gallo, direttore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. La sua riflessione ha ripercorso il rapporto tra biblioteche e donatori e il contributo che, nel corso dei secoli, lasciti privati e raccolte personali hanno dato alla tutela dei patrimoni librari. Ogni volume, è stato sottolineato, può rappresentare il risultato di percorsi di studio, passione e generosità.
La donazione di Bonatti si inserisce in una storia più ampia. La biblioteca del seminario, nata negli ultimi anni del Settecento, è il risultato di acquisizioni e lasciti susseguitisi per oltre due secoli. Oggi conserva 50mila volumi, tra cinquecentine, incunaboli e una rilevante raccolta di edizioni bodoniane. Tra i contributi più importanti figura quello arrivato da Parma nella metà dell’Ottocento, con 138 edizioni bodoniane e 2.231 volumi provenienti dalla Biblioteca Palatina.
Una storia legata a Pontremoli
Il patrimonio si è formato anche grazie ai fondi librari degli antichi conventi soppressi e alle donazioni di docenti del Liceo vescovile e di altri benefattori. Tra questi sono ricordati Luigi Marsili, Giovanni Ceppellini, Giovanni Cristoferi, Luigi Bocconi, Luigi Corradini e don Emilio Cavalieri. La stratificazione delle raccolte riflette il rapporto storico tra Pontremoli e il mondo del libro.
Documenti notarili attestano infatti che già nel Quattrocento, a pochi anni dall’invenzione della stampa di Gutenberg, in città esisteva un commercio librario. Anche la figura dello stampatore Sebastiano da Pontremoli testimonia l’inserimento della comunità nei circuiti culturali più avanzati dell’epoca.
L’iniziativa si è conclusa con una visita guidata alla Biblioteca Antica, condotta da Elisa Battilla. I partecipanti hanno potuto osservare scaffali, volumi rari e testimonianze di secoli di attività culturale. La raccolta di Franco Bonatti si aggiunge così ai fondi già conservati dall’istituto, proseguendo una tradizione di donazioni che ha contribuito alla crescita e alla tutela della memoria libraria della città.