Eduard Alin Carutasu e il pugile diciassettenne, già coinvolti nel procedimento per la morte di Giacomo Bongiorni, sono al centro anche di un fascicolo relativo a un’aggressione avvenuta l’11 giugno 2025 in una discoteca di Montignoso, in provincia di Massa-Carrara. Per Carutasu la Procura di Massa ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre il minorenne risulta indagato per gli stessi fatti.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Carutasu avrebbe agito in concorso materiale e morale con più di cinque persone, tra cui il diciassettenne e altri soggetti rimasti non identificati. La vicenda sarebbe iniziata per motivi ritenuti futili, dopo che uno dei ragazzi presenti avrebbe urtato accidentalmente il braccio di una delle persone coinvolte.
Le contestazioni della Procura
Stando all’accusa, Carutasu avrebbe colpito più volte con calci e pugni un giovane, facendolo cadere a terra, e avrebbe continuato l’aggressione anche all’esterno del locale. La vittima avrebbe riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Un altro ragazzo, intervenuto per difendere l’amico, sarebbe stato a sua volta aggredito e avrebbe riportato la frattura delle ossa nasali, con una prognosi di 30 giorni.
Il procedimento per l’aggressione è confluito nel fascicolo relativo alla morte di Bongiorni. A richiamare l’attenzione sull’esistenza di questo episodio sono stati gli avvocati Pietro Bogliolo e Marco Marino, difensori di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima. Tognocchi è a sua volta imputato per rissa ed è parte civile per le lesioni riportate nella notte in cui morì Bongiorni, così come la compagna del quarantasettenne.
I legali ritengono che il precedente possa rappresentare un elemento indicativo della presunta natura violenta di Carutasu e del diciassettenne. Si tratta di una valutazione inserita nella strategia processuale della parte civile e riferita a fatti ancora oggetto di accertamento giudiziario.
L’udienza per la morte di Bongiorni
Il processo per la morte del quarantasettenne è fissato per il 7 dicembre davanti al tribunale di Massa, con rito abbreviato. La scelta del rito è stata chiesta dai due imputati maggiorenni, difesi dagli avvocati del foro di Massa Enzo Frediani e Giorgio Furlan, nell’ultima udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare.
Gli accertamenti riguardano i fatti avvenuti nella notte del 12 aprile scorso in piazza Palma, dove Bongiorni si trovava con uno dei figli e la compagna. Secondo la ricostruzione riportata nel procedimento, l’uomo sarebbe intervenuto per fermare il lancio di alcune bottiglie da parte dei ragazzi. La vicenda aveva portato alla sua morte e all’apertura del procedimento giudiziario ancora in corso.