Un tavolo di lavoro partecipativo ha avviato la fase di condivisione del nuovo Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Garante provinciale dei diritti delle persone private della libertà personale. L’incontro si è svolto a Palazzo Ducale su iniziativa dell’amministrazione provinciale e ha riunito i rappresentanti delle strutture penitenziarie, della polizia e dell’area trattamentale, insieme alle organizzazioni sindacali, al Terzo Settore e alle realtà associative civili e religiose del territorio.
La figura del Garante sarà riferita all’intero territorio provinciale e riguarderà entrambe le strutture detentive presenti: la Casa circondariale di Massa e l’Istituto penale per i minorenni di Pontremoli. Il regolamento punta a definire compiti e modalità di funzionamento di un organismo chiamato a promuovere il rispetto della dignità delle persone detenute e dei principi costituzionali legati alla funzione rieducativa della pena.
Ascolto, salute e formazione
Tra gli obiettivi indicati nel testo figurano la tutela e l’ascolto delle persone ristrette, il monitoraggio delle condizioni di vita negli istituti e la salvaguardia dei diritti fondamentali. Particolare attenzione è prevista per l’accesso alla salute, all’istruzione e alla formazione. Il Garante dovrebbe inoltre favorire un raccordo diretto e indipendente tra il mondo carcerario e le istituzioni, nel rispetto dell’autonomia e delle competenze delle direzioni penitenziarie e delle forze dell’ordine.
Un altro asse del regolamento riguarda il reinserimento socio-lavorativo, attraverso percorsi formativi, cantieri di lavoro e iniziative di inclusione sociale. L’obiettivo indicato è sostenere il percorso di uscita dalla marginalità e contribuire a ridurre il rischio di recidiva. È prevista anche la costituzione di un tavolo provinciale di coordinamento permanente, con il coinvolgimento dei Comuni di Massa e Pontremoli, dell’Asl e degli enti del Terzo Settore.
Il passaggio in Consiglio provinciale
Il percorso regolamentare arriva dopo l’approvazione all’unanimità, nella seduta dello scorso 28 settembre, di una mozione unitaria sottoscritta da tutti i consiglieri provinciali, sia di maggioranza sia di opposizione. Il presidente Roberto Valettini ha sottolineato il valore del confronto con chi opera quotidianamente negli istituti e ha indicato nella partecipazione degli operatori una condizione per trasformare il regolamento in uno strumento concreto a sostegno delle strutture, del personale e della comunità.
Alla riunione hanno contribuito, tra gli altri, la direttrice della casa circondariale Antonella Venturi, il rappresentante della Polizia penitenziaria Pasquale Tutino, l’educatore penitenziario Gino Paolini e il cappellano dell’Ipm di Pontremoli, don Giovanni Perini. Per il Terzo Settore e l’associazionismo sono intervenuti esponenti di Caritas Diocesana, dell’associazione L’Altrodiritto, della Cooperativa La Foglia del Tè, dell’Accademia Apuana della Pace e di Telefono Azzurro.
Il passaggio decisivo è atteso con l’esame e l’approvazione finale del regolamento in Consiglio provinciale il 10 novembre. In quella sede dovrebbe concludersi l’iter avviato con la mozione condivisa e definire formalmente il nuovo presidio dedicato alla tutela delle persone private della libertà personale.