Crisi industriale

Sanac, l’offerta di Erre Trading resta in bilico

Mimit presenta impegni su continuità, occupazione e confronto sindacale; persistono dubbi legati alla filiera siderurgica.

Sanac, l’offerta di Erre Trading resta in bilico

L’offerta di Erre Trading per rilevare Sanac è stata presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma il progetto non ha ancora convinto pienamente tutti gli interlocutori. L’incontro ha aperto uno scenario nuovo dopo anni di tentativi falliti, senza però sciogliere le incognite legate alla tenuta industriale dell’azienda e al futuro dei suoi stabilimenti.

L’imprenditore Emanuele Ricciardi ha illustrato una proposta accompagnata da impegni formali sulla continuità produttiva e sulla tutela dei lavoratori. La disponibilità a concludere l’operazione sarebbe inoltre subordinata al raggiungimento di un’intesa con le organizzazioni sindacali. Per la Regione Toscana, rappresentata dal consigliere del presidente Eugenio Giani per il lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani, si tratta di un segnale da valutare con attenzione: il soggetto interessato è un operatore industriale e non un fondo di investimento.

Le incognite legate alla siderurgia

A pesare sulla valutazione del piano è soprattutto il quadro nazionale della siderurgia. La possibile chiusura del forno a caldo di Brindisi, attesa nelle prossime settimane, rischierebbe di ridurre una quota rilevante delle commesse di materiali refrattari destinate a Sanac. La prospettiva avrebbe conseguenze dirette sui conti dell’azienda e sulla stabilità delle forniture collegate ad Acciaierie d’Italia. Anche la situazione di Taranto, in fase di peggioramento, viene considerata un fattore capace di condizionare qualsiasi piano industriale.

Le organizzazioni sindacali hanno indicato come priorità un rilancio effettivo, investimenti certi, la salvaguardia integrale dei posti di lavoro e tempi definiti per la conclusione dell’operazione. La Usb continua a considerare la nazionalizzazione e l’assunzione di una responsabilità politica sul futuro della filiera come la soluzione preferibile, mantenendo forti perplessità in attesa di esaminare nel dettaglio il piano industriale.

Una posizione particolarmente critica arriva dalla Regione Sardegna. Dopo sopralluoghi e verifiche, l’amministrazione non ritiene sufficientemente garantita la proposta di trasformare lo stabilimento di Macchiareddu in un impianto per la movimentazione e il trattamento di rottami ferrosi. Secondo l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, il progetto non offrirebbe allo stato attuale adeguate garanzie industriali, economiche e occupazionali. Restano inoltre da dimostrare la sostenibilità economica dell’iniziativa e l’effettiva capacità del mercato regionale di assorbire nuove attività, mentre l’ipotesi di conferire rifiuti provenienti da oltre mare apre ulteriori interrogativi.

Il Ministero ha annunciato un secondo incontro, che si terrà dopo il tavolo dedicato all’ex Ilva. Da quel passaggio dipenderanno anche le prospettive della filiera dell’acciaio e, di conseguenza, la valutazione complessiva dell’offerta per Sanac. I sindacati attendono il confronto prima di convocare le assemblee negli stabilimenti e sottoporre il progetto ai lavoratori.