Rischio idraulico

Opposizione: «Il Canale Fossa Grande è una bomba a orologeria»

Nel mirino le aree ex Universal Bench e Olivetti: chiesta una verifica completa del percorso fino al fiume Frigido.

Opposizione: «Il Canale Fossa Grande è una bomba a orologeria»

Il Canale Fossa Grande torna al centro del confronto politico sulle varianti urbanistiche del Comune di Massa. I consiglieri di opposizione Enzo Romolo Ricci, Stefano Alberti, Daniele Tarantino, Gabriele Carioli, Giovanna Santi, Ivo Zaccagna e Dina Dell’Ertole contestano le scelte relative alle aree ex Universal Bench ed ex Olivetti-Synthesis, sostenendo che la valutazione del rischio non tenga conto dell’intero corso d’acqua.

I rappresentanti dei gruppi Pd e Massa è un’altra cosa-gruppo misto annunciano il deposito immediato di un emendamento vincolante e l’invio di una segnalazione formale al Genio Civile e al Consorzio di bonifica. La richiesta è di sospendere l’adozione della variante ex Olivetti e di affidare uno Studio Idraulico di Terzo Livello sull’intera tratta del canale, dalla via Aurelia fino allo sbocco nel fiume Frigido.

La contestazione sul percorso del canale

Secondo la minoranza, la questione riguarda una infrastruttura idrica che scorre in gran parte tombata, cioè coperta, al di sotto e ai margini delle aree produttive. I consiglieri segnalano un dislivello di circa tre metri tra il confine nord di via Aurelia e quello sud di via Aprilia, con il corso d’acqua diretto verso il suo recapito naturale, il Frigido, che si trova all’interno del comparto ex Olivetti.

La preoccupazione espressa è che il rischio venga analizzato separando i diversi comparti urbanistici, senza considerare il volume d’acqua e la pressione idraulica provenienti da monte. Per l’opposizione, nella variante ex Universal Bench il canale tombato sarebbe stato valutato soprattutto sulla base della distanza di 10 metri dagli edifici prevista dal Regio decreto 523 del 1904, mentre con la variante ex Olivetti si rischierebbe di ripetere lo stesso approccio.

Il richiamo alle responsabilità

Nel documento diffuso dai consiglieri viene richiamato anche l’articolo 6 della legge regionale 41 del 2018, che attribuisce ai Comuni la gestione e la custodia dei tratti coperti dei corsi d’acqua presenti nelle aree urbanizzate. Da qui l’appello a non procedere con valutazioni parziali e a tutelare sia la sicurezza di cittadini e imprese sia i tecnici chiamati a firmare gli atti.

La minoranza sostiene infatti che l’approvazione politica delle varianti non esaurisca le responsabilità connesse ai successivi permessi di costruire. Secondo i consiglieri, il rilascio di titoli edilizi basati su studi idraulici ritenuti incompleti potrebbe esporre dirigenti e funzionari a conseguenze sul piano civile, penale ed erariale, comprese quelle legate a eventuali danni provocati da allagamenti.

La richiesta conclusiva è quindi una verifica complessiva della tratta del Fossa Grande, senza limitare l’analisi ai singoli interventi urbanistici. L’obiettivo indicato dall’opposizione è chiarire preventivamente le condizioni di sicurezza dell’area prima di procedere con l’adozione della variante ex Olivetti.