Solidarietà civile

Mobilitazione a Massa Carrara per gli attivisti denunciati

Musica e iniziative sindacali precederanno l’udienza in programma davanti al palazzo di giustizia

Mobilitazione a Massa Carrara per gli attivisti denunciati

Due giornate di mobilitazione sono state organizzate a Massa Carrara in solidarietà con gli attivisti denunciati dopo le manifestazioni dello scorso anno a sostegno della Palestina e della Flotilla. Il programma prevede un appuntamento musicale, un presidio davanti al Tribunale e uno sciopero regionale, con l’obiettivo di ribadire che la protesta pacifica non costituisce reato.

Il concerto in piazza Aranci

Ad aprire la mobilitazione sarà, martedì prossimo alle 21, l’evento One Love Again in piazza Aranci. La serata riunirà un collettivo di artisti provenienti da esperienze diverse e sarà dedicata al rapporto tra espressione artistica, diritti civili e dissenso sociale.

Sul palco sono attesi Bunna, Bobo Rondelli, Finaz, Roberto Luti, Maurizio Capone, Nico Gori, Meme Lucarelli, Luca Forni, Aldo Viti e Marco Milanesi. Forni, che cura la manifestazione, ha spiegato che non si tratterà soltanto di un concerto, ma di uno spettacolo costruito da più artisti attorno al tema della protesta. Il titolo richiama lo storico One Love Peace, organizzato da Bob Marley a Kingston nel 1978.

Il presidio e lo sciopero

La seconda giornata è fissata per mercoledì 14 ottobre. Alle 9 è previsto un presidio davanti al Tribunale, dove si terrà la prima udienza degli attivisti denunciati. All’iniziativa hanno aderito partiti, associazioni e organizzazioni sindacali.

Alla stessa ora, in piazza Garibaldi, si svolgerà una manifestazione promossa dalla Cgil Toscana, insieme allo sciopero regionale proclamato dalla Camera del Lavoro. Il corteo si concluderà in piazza Aranci con l’intervento del segretario nazionale Maurizio Landini.

Secondo il segretario regionale della Cgil, Rossano Rossi, la protesta sindacale vuole esprimere solidarietà ai denunciati e porre al centro anche altri temi: il carovita, la precarietà e lo sfruttamento, i salari bassi, la carenza di risorse per scuola, sanità e trasporti, il no al riarmo e il diritto alla casa. La Cgil richiama inoltre il riconoscimento costituzionale del diritto di sciopero e della protesta pacifica.