Crisi societaria

Massese, a Massa chiesta la cessione del club

Assemblea allo stadio Vitali: annunciata una scadenza di due settimane, mentre calciatori e staff chiedono chiarezza sul futuro.

Massese, a Massa chiesta la cessione del club

Attorno alla Massese resta alta la tensione, mentre il futuro della società continua a essere al centro del confronto tra tifosi, squadra e proprietà. Oltre duecento persone, tra esponenti del tifo organizzato e appassionati, si sono riunite allo stadio Vitali per discutere della situazione del club e individuare possibili scenari per la sua prosecuzione.

L’assemblea pubblica è stata convocata anche per rivolgere un messaggio alle istituzioni e all’attuale proprietà. A farsi portavoce delle posizioni espresse durante l’incontro è stato Daniel Iacopi, che ha ripercorso le vicende recenti della società dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Fabio Sguerzo. La decisione ha riportato nelle mani del patron Antonio Gerini le scelte relative al futuro della Massese.

Secondo i tifosi, Gerini sarebbe responsabile del difficile quadro sportivo ed economico attraversato dalla società. Iacopi ha indicato due possibili strade: la vendita del club con i debiti a carico degli eventuali acquirenti oppure il risanamento delle pendenze prima della cessione. L’ipotesi del fallimento, invece, è stata giudicata non percorribile, perché i debiti non sarebbero sufficientemente rilevanti.

Il marchio e l’ipotesi di ripartenza

Nel caso in cui non arrivasse la cessione, i tifosi hanno annunciato di essere pronti a intervenire sul piano del marchio Us Massese 1919, del quale detengono i diritti. L’obiettivo sarebbe revocare all’attuale società la disponibilità del marchio, rendendo di fatto la squadra una struttura priva dell’identità storica e impossibilitata a utilizzare il nome Massese.

La prospettiva indicata dall’assemblea è quella di una ripartenza dalla Terza Categoria, senza rilevare o trasformare un’altra formazione già esistente. Iacopi ha chiarito che l’intenzione non sarebbe quella di cambiare nome, colori e stadio a una società locale, ma di ricominciare da zero con una nuova realtà. In questo eventuale scenario, il marchio figurativo e denominativo verrebbe ceduto gratuitamente alla nuova squadra.

Aiuto e sostegno dovrebbero arrivare anche dal Comune di Massa, chiamato secondo i tifosi a mettere a disposizione risorse e a rendere più appetibile il progetto attraverso una manifestazione d’interesse rivolta a possibili acquirenti. L’assenza delle attuali pendenze debitorie, nella loro valutazione, potrebbe favorire un nuovo coinvolgimento dell’imprenditoria locale e non solo.

È stata indicata una finestra di due settimane per comprendere le intenzioni di Gerini e verificare l’eventuale apertura di nuovi scenari. Un ulteriore incontro pubblico è stato fissato per martedì 3 novembre alle 21. Nel frattempo, la squadra ha confermato la disponibilità a scendere in campo contro il Luco, formazione capolista.

La posizione della squadra

Il capitano Yuri Papi e il vice allenatore Paolo Moretti hanno spiegato che giocatori e staff intendono continuare a impegnarsi per la città e per i colori bianconeri, pur sottolineando che la situazione non può essere mantenuta indefinitamente. Moretti ha evidenziato il rischio di trasmettere l’idea che sia sempre possibile trovare undici calciatori pronti a giocare, mentre Papi ha ribadito che molti ragazzi sono rimasti perché legati alla maglia.

La squadra, quindi, resta in campo nell’immediato, ma il confronto tra tifosi e proprietà entra in una fase decisiva. Le prossime settimane dovranno chiarire se Gerini intenda procedere alla vendita, intervenire sul risanamento economico oppure affrontare la reazione annunciata dai sostenitori sul controllo del marchio storico.