Diritto costituzionale

Massa, migliaia in corteo contro il Pacchetto Sicurezza

Cgil e Anpi contestano le norme e sostengono gli imputati del procedimento sul corteo pro Palestina

Massa, migliaia in corteo contro il Pacchetto Sicurezza

Migliaia di persone hanno partecipato a Massa alla mobilitazione regionale promossa dalla Cgil Toscana contro i cosiddetti Pacchetti Sicurezza e in solidarietà con le persone coinvolte nei procedimenti giudiziari legati al corteo pro Palestina del 3 ottobre 2025. Il centro cittadino si è riempito di bandiere rosse, striscioni e slogan, mentre manifestanti provenienti da diverse province toscane raggiungevano la città anche in treno e con pullman organizzati per lo sciopero regionale.

Il corteo è partito dalle strade del centro e ha raggiunto piazza Garibaldi, prima di proseguire verso piazza Aranci. Al centro della manifestazione lo slogan La protesta non è reato, scelto per contestare provvedimenti che, secondo il sindacato, restringerebbero gli spazi del dissenso e il diritto costituzionale a manifestare. La Cgil ha precisato che l’iniziativa non era rivolta contro la magistratura, ma contro gli effetti delle norme sulla sicurezza e contro il rischio di trattare il conflitto sociale come una questione di ordine pubblico.

Il procedimento giudiziario

La mobilitazione si è intrecciata con la vicenda giudiziaria relativa al corteo pro Palestina. L’udienza per i 36 imputati è stata rinviata a marzo, così come quella del giorno precedente per le 13 persone accusate anche di aver deviato il corteo di un anno fa. La manifestazione ha espresso solidarietà agli imputati e ha ribadito, dal punto di vista dei promotori, che la partecipazione a iniziative pubbliche pacifiche rappresenta un diritto da tutelare.

Dal palco di piazza Aranci sono intervenuti, tra gli altri, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, e Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil di Massa Carrara. Pagliarulo ha definito la giornata un momento di contrasto civile e sociale, richiamando la necessità di difendere il dissenso pacifico. Del Vecchio ha sottolineato il significato della partecipazione e la solidarietà verso chi è coinvolto nel procedimento.

Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, ha collegato il tema della libertà di manifestare alle condizioni materiali delle persone, denunciando disuguaglianze crescenti e risorse ritenute insufficienti per sanità, trasporti e scuola. Ha inoltre rilanciato l’appuntamento di sabato a Roma con la Via Maestra, dedicato a pace, lavoro, diritti, contrasto al carovita e giustizia sociale. Christian Ferrari della Cgil nazionale ha rivendicato il ruolo del sindacato nella difesa della democrazia e della Costituzione antifascista.

Il concerto e le reazioni

La manifestazione era stata preceduta, la sera prima, dal concerto One Love Again in piazza Aranci. L’iniziativa, ideata da Luca Forni e Meme Lucarelli, ha coinvolto diversi artisti, tra cui Bunna degli Africa Unite, Bobo Rondelli, Finaz, Roberto Luti, Maurizio Capone, Nico Gori e Aldo Viti. Durante l’appuntamento sono stati affrontati i temi della pace, della Palestina e della libertà di espressione, con la partecipazione anche di bambini palestinesi.

Alla mobilitazione hanno preso parte rappresentanti di partiti e associazioni, tra cui Pd, Avs, M5S, Rifondazione, Anpi, Arci e Legambiente, oltre a esponenti istituzionali. Il corteo ha provocato disagi alla circolazione, con auto incolonnate per ore nel centro di Massa. Critico l’onorevole della Lega Andrea Barabotti, secondo il quale manifestare è un diritto costituzionale, mentre impedire agli altri di raggiungere il lavoro non lo è. Da Massa, intanto, l’attenzione dei promotori si sposta sull’appuntamento nazionale previsto a Roma.