Il Consiglio comunale di Massa ha approvato i tre Piani attuativi relativi ai bacini estrattivi del marmo 9 Valsora e 11 Carchio Caprara Madielle. La delibera è passata al termine di una discussione durata circa un’ora e caratterizzata dal confronto tra maggioranza e opposizione.
Il provvedimento ha ottenuto 21 voti favorevoli e 6 contrari. Hanno votato contro Stefano Alberti, Daniela Bennati, Gabriele Carioli, Dina Dell’Ertole, Giovanna Santi e Ivo Zaccagna. L’atto riguarda la pianificazione dell’attività estrattiva nel territorio massese e definisce il quadro regolatorio per i bacini interessati.
La posizione dell’amministrazione
Prima della votazione è intervenuta l’assessora Alice Rossetti, che ha illustrato il contenuto della delibera. Secondo l’amministrazione, l’attività estrattiva rappresenta una componente storica dell’identità del territorio e conserva un peso rilevante per l’economia locale e per l’occupazione.
Rossetti ha spiegato che i Piani attuativi servono a programmare le attività, individuando quantità sostenibili e relative localizzazioni. La pianificazione dovrà avvenire nel rispetto della normativa regionale, degli strumenti urbanistici comunali e delle prescrizioni contenute nel Piano paesaggistico.
Il punto, ha sottolineato l’assessora, non è stabilire se l’attività estrattiva debba proseguire, ma definire come e a quali condizioni possa essere svolta. L’obiettivo indicato è conciliare la continuità di un settore considerato importante per il lavoro con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della sicurezza.
Il percorso di pianificazione
La scelta di procedere attraverso un’iniziativa pubblica, ha aggiunto Rossetti, nasce dalla volontà di governare una materia rilevante per il territorio mediante regole definite e un confronto con gli operatori economici, le parti sociali e il Consiglio comunale.
Durante il suo intervento l’assessora ha richiamato anche le conseguenze della mancata approvazione dei Piani sull’attività estrattiva. Ha inoltre riconosciuto il lavoro svolto dagli uffici comunali, affiancati da competenze tecniche esterne per la complessità del procedimento e per il coordinamento con i diversi strumenti di pianificazione.
L’approvazione della delibera non conclude il percorso. Seguirà una fase di attuazione e monitoraggio delle previsioni, con la verifica degli effetti e il mantenimento del confronto con gli operatori del settore e con le realtà sociali del territorio. Il Comune avrà così un quadro di riferimento per esercitare le proprie funzioni e controllare il rispetto delle condizioni ambientali e paesaggistiche previste.