Allarme costiero

L’erosione a Massa divide Governo, Regione e balneari

L’esecutivo indica strumenti già disponibili, mentre gli operatori contestano il piano regionale e chiedono interventi strutturali

L’erosione a Massa divide Governo, Regione e balneari

L’emergenza dell’erosione costiera che interessa il litorale apuano e versiliese è arrivata alla Camera dei deputati. Nel corso del Question Time, il Governo ha risposto all’interrogazione presentata dal deputato della Lega Andrea Barabotti, che chiedeva l’attivazione di un commissario straordinario per la difesa della costa. L’obiettivo indicato era superare la logica degli interventi provvisori e avviare opere strutturali a tutela delle spiagge, delle infrastrutture e delle attività economiche legate al turismo.

La risposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stata che il commissario straordinario esiste già ed è il presidente della Regione. Il dicastero ha inoltre richiamato l’esistenza del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e delle procedure per selezionare gli interventi, sottoposti alla valutazione dell’Autorità di bacino. Secondo il Governo, sono disponibili anche risorse per finanziare le progettazioni ammesse: spetta alla Regione presentare le opere.

La contestazione del deputato

Barabotti ha giudicato insoddisfacente la posizione dell’esecutivo e ha annunciato un esposto alle autorità competenti, chiedendo che siano valutate anche eventuali responsabilità contabili. Il deputato contesta l’utilizzo, negli anni, di ingenti risorse pubbliche per interventi definiti tampone e sostiene che gli strumenti per affrontare il fenomeno fossero già disponibili. La costa apuana, secondo la ricostruzione, continua però a trovarsi in una condizione di forte precarietà, senza opere strutturali realizzate in tempi brevi.

Nel frattempo, la Commissione Territorio e Ambiente della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione sul Masterplan della Costa 2026. L’atto impegna la giunta regionale a reperire risorse regionali, nazionali ed europee per un piano stimato in 547 milioni di euro, da attuare nell’arco di 15-20 anni. Tra gli interventi indicati figura anche il riutilizzo, per il ripascimento, dei sedimenti dragati dal porto di Carrara.

Le critiche dei balneari

I balneari del Consorzio giudicano il masterplan un documento privo di contenuti operativi e sostengono che sia sostanzialmente identico a quello del 2021. La principale contestazione riguarda l’aggiornamento dei dati: il piano sarebbe basato su rilevazioni del 2020, con stime dei costi aggiornate successivamente, ma senza nuovi studi sulle correnti e sui fondali.

Nel tratto tra Foce Magliano e Foce Versilia, indicato dagli operatori come uno dei più compromessi, il documento regionale stimerebbe una larghezza media dell’arenile superiore ai 60 metri tra la Spiaggia Europea e il Trabucco. Le misurazioni riportate dai balneari indicano invece una media attuale di circa 45 metri. A Poveromo sud, dove non sono presenti opere di difesa, la spiaggia sarebbe passata dai circa 120 metri misurati in passato ai 40-45 metri attuali.

Gli operatori contestano anche l’indicazione, nel masterplan, di tre azioni considerate completate: il ripristino dei pennelli avrebbe riguardato soltanto il numero 8, l’ottimizzazione di Foce Poveromo sarebbe ancora in attesa di finanziamenti e il ripascimento da Viareggio non avrebbe tempi né aree definiti. Viene inoltre segnalata l’assenza di verbali pubblici delle riunioni del Romcav dal 2023 e l’esclusione dei balneari dal tavolo di confronto.

Secondo il Consorzio, l’unico progetto ritenuto oggi cantierabile sarebbe quello del Genio Civile per Ronchi, datato 2022 e ancora senza finanziamento. L’intervento prevede opere alla foce del Magliano, lo spostamento di un pennello a Poveromo e il ripascimento con sabbia proveniente da Viareggio e da cava, ma non comprenderebbe il tratto tra il Magliano e il bagno Roma. Restano inoltre da chiarire il futuro del progetto Frigido-Lavello e le soluzioni per Partaccia e Marina di Massa.

I balneari chiedono infine uno studio aggiornato delle correnti e dei fondali, la sperimentazione di barriere permeabili e reef artificiali, l’utilizzo delle sabbie accumulate alla foce del Magra e un accordo con il porto di Viareggio per il recupero dei materiali. La richiesta è di passare dagli annunci a progetti finanziati e realizzabili per proteggere gli otto chilometri di costa massese e le attività che dipendono dal turismo balneare.