Allarme sindacale

Falda Sin/Sir, bonifica rinviata al 2029 a Massa-Carrara

Cgil, Cisl e Uil chiedono spiegazioni, tempi certi e un confronto istituzionale sul risanamento ambientale.

Falda Sin/Sir, bonifica rinviata al 2029 a Massa-Carrara

La bonifica della falda del Sin/Sir di Massa-Carrara è stata rinviata di altri tre anni, con il termine degli interventi spostato alla fine del 2029. La decisione ha suscitato la dura reazione di Cgil, Cisl e Uil, che chiedono al Ministero competente e alla Regione Toscana di chiarire le ragioni della proroga e di assumersi le proprie responsabilità.

La reazione dei sindacati

Per le organizzazioni sindacali si tratta di una scelta inaccettabile e di un ulteriore colpo per un territorio che attende da decenni il risanamento ambientale. Nel mirino ci sono anche le conseguenze lasciate da una storia industriale segnata da contaminazioni, che continuano a pesare sulle comunità locali, sui lavoratori e sulle prospettive di sviluppo della provincia.

Cgil, Cisl e Uil contestano inoltre le modalità con cui la proroga sarebbe stata resa pubblica, senza un confronto adeguato su una questione ritenuta decisiva per il futuro di Massa-Carrara. Secondo i sindacati, lo slittamento allontana ancora una volta sia la conclusione degli interventi di risanamento sia le possibilità di reindustrializzazione e nuova occupazione.

Chiesto un cronoprogramma verificabile

La vicenda affonda le proprie radici nelle contaminazioni legate alle attività industriali del territorio e, in particolare, all’incidente Farmoplant, avvenuto quasi quarant’anni fa. Da allora, sostengono le organizzazioni dei lavoratori, si sono susseguiti annunci, progetti e scadenze senza arrivare alla conclusione degli interventi. Il nuovo rinvio viene quindi considerato l’ennesimo passaggio di una storia ancora irrisolta.

I sindacati chiedono un confronto urgente con Ministero, Regione e istituzioni locali, oltre alla pubblicazione delle motivazioni dettagliate della proroga e dello stato effettivo dei lavori. Tra le richieste figurano anche un cronoprogramma operativo, scadenze verificabili, responsabilità definite e controlli periodici per evitare ulteriori slittamenti.

Le organizzazioni vogliono sapere quando saranno completati gli adempimenti ancora necessari, quando partiranno concretamente i lavori e quali garanzie verranno adottate. Cgil, Cisl e Uil annunciano che continueranno a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, sostenendo che il territorio non possa essere chiamato ad attendere ancora dopo decenni di ritardi.