Si è costituito a Massa il Comitato per la valorizzazione di Alberto Bondielli, figura impegnata nella vita civile, democratica ed educativa della città nel corso del Novecento. Alla presidenza del nuovo organismo è stata indicata la figlia Agnese Bondielli. Il comitato riunisce rappresentanti del mondo associativo, culturale, scolastico e della memoria, oltre a lasciare aperta la possibilità di adesione a cittadini e associazioni.
Impegno civile durante il fascismo e la guerra
Nato a Massa il 17 novembre 1900, Bondielli dedicò la propria vita all’educazione, all’impegno civile e alla partecipazione politica. Fu attivo nell’Azione Cattolica e nello scoutismo e, durante il fascismo, mantenne in funzione l’oratorio da lui fondato, concepito come luogo di formazione e di libertà. Il testo ricorda inoltre il suo rifiuto di iscriversi al Partito fascista.
Durante la guerra contribuì alla rete di sostegno alle formazioni partigiane. Da quella rete prese forma il Comitato di liberazione nazionale apuano, del quale Bondielli assunse la presidenza. Il suo ruolo si inserì così nella fase di opposizione al regime e nel percorso che avrebbe accompagnato la liberazione del territorio apuano.
Dalla ricostruzione alla cultura della pace
Nel periodo successivo alla Liberazione Bondielli presiedette la Deputazione provinciale di Apuania, il primo organismo dell’amministrazione democratica locale. In quella veste partecipò alla ricostruzione di un territorio duramente colpito dalla guerra e dalla Linea Gotica. L’esperienza maturata in quegli anni alimentò un impegno successivo per la pace, intesa non soltanto come assenza di conflitto, ma anche come giustizia, fraternità e dialogo tra i popoli.
Negli anni seguenti continuò a dedicarsi ai giovani e all’accoglienza, offrendo aiuto e ospitalità a persone provenienti da altri Paesi. Bondielli, morto nel 1994, viene quindi ricordato dal comitato per l’intreccio tra antifascismo, fede, responsabilità istituzionale, educazione, solidarietà e cultura della pace.
Tra le prime attività annunciate figurano un convegno, la realizzazione di un volume sulla sua vita e sulla sua opera e la raccolta di documenti e testimonianze. Il comitato intende inoltre chiedere all’amministrazione comunale di dedicargli un luogo simbolico della città. L’obiettivo dichiarato è mantenere viva la conoscenza della sua esperienza tra le nuove generazioni e richiamare valori quali libertà, democrazia, pace, dialogo tra culture e solidarietà.