Lavoro e piazza

Sciopero, porto fermo e corteo contro il carovita a Massa

Usb e studenti hanno manifestato tra Carrara e il capoluogo: adesioni numerose, nessun problema per l’ordine pubblico.

Sciopero, porto fermo e corteo contro il carovita a Massa

Una giornata di mobilitazione contro il carovita, le guerre e le politiche del Governo ha coinvolto lavoratori e studenti nella provincia di Massa-Carrara. La protesta, indetta dall’Usb, Unione sindacale di base, ha raccolto migliaia di adesioni e si è sviluppata tra il porto di Marina di Carrara, il centro cittadino di Carrara e quello di Massa.

La prima iniziativa è scattata alle 6 del mattino, con la chiusura per tre ore dello scalo marittimo di Marina di Carrara. I manifestanti hanno impedito l’accesso dei camion attraverso i varchi di due dei tre terminal portuali, il Centrale e il Levante, organizzando anche un presidio davanti ai cancelli. L’Usb ha definito l’astensione dal lavoro uno stop storico per i lavoratori portuali e ha riferito che la protesta ha interessato complessivamente 113 porti nel mondo.

La protesta tra porto e scuole

Dopo il presidio allo scalo, i lavoratori hanno raggiunto gli studenti che manifestavano nel centro di Carrara. Alla mobilitazione hanno aderito anche esponenti della Cgil. Gli studenti hanno chiesto maggiori investimenti per l’istruzione e condizioni migliori per le scuole, portando in piazza striscioni con messaggi contro la guerra e a favore del finanziamento del sistema scolastico. In mattinata altri presidi si erano svolti davanti agli istituti di Massa.

Il momento centrale della giornata si è svolto nel pomeriggio a Massa, con un presidio in piazza Garibaldi e un corteo diretto verso piazza Aranci. Durante la sfilata sono stati scanditi slogan contro l’aumento dei costi di benzina, bollette, carburanti, affitti e prodotti alimentari, oltre che contro la crescita delle spese militari. Nel mirino dei manifestanti sono finiti il Governo italiano, i governanti europei e altri leader internazionali, tra cui Donald Trump e Benjamin Netanyahu.

Le richieste dei manifestanti

Al centro della protesta è stato posto il rapporto tra il costo della vita e i redditi. Secondo i promotori, salari e pensioni hanno perso potere d’acquisto mentre aumentano le spese per beni essenziali, scuola, sanità e welfare. L’Usb ha sostenuto che lo sciopero rappresenti uno strumento per difendere i diritti dei lavoratori e contestare politiche che, a suo giudizio, scaricano sulle fasce popolari i costi della crisi.

Alla manifestazione hanno partecipato anche forze del centrosinistra, che hanno indicato nella convergenza tra studenti e mondo del lavoro una possibile base per costruire un’opposizione sociale più forte. Nel corso del passaggio sotto il Comune di Massa sono stati rivolti cori anche contro il sindaco Francesco Persiani. La giornata si è conclusa senza ripercussioni sull’ordine pubblico, anche se è stato disposto un ingente schieramento di forze dell’ordine. Il prossimo appuntamento indicato nel resoconto è lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 20 novembre.