Bonifiche inattese

Il cantiere del Barsanti a Massa resta fermo: si cercano fondi

Amianto e carburante hanno rallentato l’intervento finanziato dal Pnrr; l’impresa ha chiuso il sito e avviato un contenzioso.

Il cantiere del Barsanti a Massa resta fermo: si cercano fondi

Il progetto per il nuovo istituto Barsanti di Massa è fermo e la Provincia è alla ricerca di risorse alternative per completare l’opera. Il finanziamento da 12,17 milioni di euro del Pnrr, destinato alla costruzione di una delle scuole del programma Buona Scuola, rischia di non essere utilizzato dopo il blocco del cantiere e la scadenza delle proroghe concesse.

La vicenda è iniziata con l’aggiudicazione dei lavori nel settembre 2023 e la consegna delle aree nel marzo successivo. Durante la demolizione delle vecchie strutture, avviata nell’ottobre di due anni fa, sono emerse condizioni impreviste che hanno inciso sui tempi e sui costi dell’intervento. Sotto la scuola è stata trovata una rete di tubazioni in amianto, rimossa utilizzando le somme inizialmente accantonate per gli imprevisti, rivelatesi però insufficienti.

In seguito sono stati individuati anche serbatoi contenenti gasolio, utilizzati in passato per l’impianto di riscaldamento. La relativa bonifica ha richiesto ulteriori risorse e ha imposto un nuovo rallentamento dei lavori. L’amianto interrato è stato rimosso completamente alla fine di maggio 2025, ma nel frattempo il cronoprogramma dell’intervento si è ulteriormente complicato.

Il ridimensionamento del progetto

Per tentare di rispettare gli obiettivi europei, la Provincia e l’Unità di Missione Pnrr del Ministero hanno concordato una modifica del progetto: le palazzine da realizzare sono state ridotte da cinque a tre. La scadenza dei lavori è stata fissata alla fine dello scorso agosto, con l’obiettivo di salvare almeno il finanziamento relativo al nucleo minimo dell’intervento.

Gianni Lorenzetti, oggi consigliere regionale e all’epoca presidente della Provincia, ha spiegato di aver seguito il percorso concordato con il Ministero e di aver cercato le risorse attraverso la partecipazione ai bandi. Ha inoltre ricordato le difficoltà nei rapporti con l’impresa incaricata, che temeva di non riuscire a rispettare i termini. Secondo Lorenzetti, la sede provvisoria dell’ex centro per l’impiego non è adeguata alle esigenze del Barsanti, soprattutto per l’assenza di laboratori e officine. Tra le ipotesi indicate c’è l’utilizzo degli spazi rimasti liberi nell’istituto Meucci.

L’attuale amministrazione provinciale ha dovuto gestire una situazione già resa complessa dalle scadenze del Pnrr e dalle criticità emerse durante l’esecuzione dell’appalto. Negli ultimi due anni si sono svolti diversi tavoli di verifica attraverso la Cabina di coordinamento Pnrr della Prefettura, con il supporto della Ragioneria territoriale dello Stato. L’obiettivo era individuare un piano di rientro e completare almeno le tre palazzine previste dal progetto ridotto.

La Provincia riferisce di aver convocato l’impresa all’inizio dell’anno e di aver proseguito fino all’ultimo il confronto istituzionale per evitare la perdita dei fondi. La ditta ha invece deciso di chiudere il cantiere e di citare in giudizio l’ente. Il contenzioso rischia di allungare ulteriormente i tempi per gli studenti, costretti a seguire le lezioni in una sede provvisoria priva delle strutture necessarie alla formazione tecnica.

L’amministrazione provinciale ha annunciato nuove interlocuzioni con gli organismi regionali e ministeriali per individuare finanziamenti alternativi. Parallelamente, intende tutelare le proprie ragioni nelle sedi legali, ritenendosi parte lesa insieme alla comunità scolastica del Barsanti per il blocco di un’opera considerata strategica per il territorio.