Cesare Battisti, detenuto all’ergastolo ed ex appartenente ai Proletari Armati per il Comunismo, denuncia le condizioni della casa circondariale di Massa in una lettera inviata al suo legale Davide Steccanella e pubblicata dall’Agi. Al centro del documento ci sono il sovraffollamento dell’istituto, il deterioramento degli spazi e le difficoltà nella gestione dei servizi destinati alla popolazione detenuta.
Secondo Battisti, la struttura sarebbe passata in pochi mesi da una capienza massima di 170 reclusi a una presenza superiore alle 300 persone. L’ex Pac sostiene che l’aumento degli ingressi renda sempre più difficile garantire condizioni rispettose dei diritti e descrive una situazione di forte pressione per il personale e per i detenuti. Nella lettera collega il problema anche alle politiche penitenziarie e all’incremento della popolazione carceraria, nonostante, a suo giudizio, le statistiche indichino un calo della criminalità.
Le criticità segnalate nella struttura
Nel testo vengono richiamate difficoltà nella logistica, nella sorveglianza, nell’area trattamentale e nell’assistenza sanitaria. Battisti parla di una cucina in condizioni incompatibili con le norme sanitarie e denuncia una qualità del vitto ritenuta insufficiente, anche per il ricorso a prodotti provenienti dagli scarti delle catene di distribuzione. A suo dire, anche le quantità distribuite non sarebbero adeguate.
La lettera riferisce inoltre che l’infermeria, già considerata inadeguata, sarebbe stata riconvertita in deposito per la gestione di persone con problemi di tossicodipendenza o disturbi psichiatrici. Il sovraffollamento, prosegue Battisti, renderebbe più complesso il lavoro dei sanitari, alle prese con richieste di psicofarmaci e con il rischio di atti di autolesionismo. Nelle celle predisposte per due persone sarebbe stata aggiunta una terza branda, mentre, sempre secondo la denuncia, si vociferebbe dell’installazione di una quarta.
Tra gli altri aspetti descritti ci sono la sporcizia, l’assenza di spazi dedicati ai fumatori e il divieto di tenere frigoriferi nelle celle. Battisti riconosce tuttavia che il carcere garantisce una quantità di posti di lavoro superiore alla media, contestando però le modalità di accesso, che definisce discriminatorie. Le valutazioni contenute nella lettera rappresentano la sua posizione sulle condizioni dell’istituto.
Il confronto tra Comune e garante
La situazione della casa circondariale è stata affrontata anche in un incontro tra il sindaco di Massa Francesco Persiani e l’avvocato Giuseppe Fanfani, garante regionale dei diritti dei detenuti. Il colloquio ha riguardato le prospettive della struttura, considerata in passato un’eccellenza del sistema penitenziario e oggi alle prese con l’aumento della popolazione carceraria.
Persiani ha definito il confronto proficuo e ha sottolineato la necessità che l’istituto continui a garantire gli standard di qualità che lo hanno caratterizzato. Nel corso dell’incontro è stato inoltre illustrato il percorso avviato dalla Provincia per istituire il Garante dei diritti dei detenuti. La figura, una volta nominata, dovrebbe diventare un punto di riferimento per il territorio provinciale, compresi il carcere di Massa e l’Ipm di Pontremoli, colmando l’assenza di un organismo locale dedicato alla tutela dei diritti delle persone detenute.