Dal 1° dicembre prenderà il via il periodo transitorio per l’attivazione della Guardia Medica Pediatrica in Lunigiana. Il servizio è destinato a offrire una risposta alle famiglie del territorio, in un contesto segnato dalla perdita del punto nascita di Pontremoli e dalla disponibilità non sempre garantita di un pronto soccorso pediatrico.
Il percorso per l’attivazione
A promuovere l’arrivo del servizio è stato il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, che ha lavorato alla definizione del progetto insieme all’associazione Toscana Cuore di Bimbo, guidata da Andrea Fiori, e al Comitato Salute Lunigiana, rappresentato da Giulia Cornero.
Il percorso, ha spiegato Mastrini, si è sviluppato attraverso tre incontri. Il primo si è tenuto all’ospedale Sant’Antonio Abate, il secondo nel Parco Fiera di Barbarasco e il terzo alla Direzione regionale Sanità e Welfare di Firenze. Da questi confronti è emerso il modello di Guardia Medica Pediatrica che entrerà nella fase di attivazione.
La sede sarà ad Aulla
Il periodo transitorio proseguirà fino a marzo 2028, quando è prevista la stabilizzazione delle zone distretto attualmente scoperte. Tra le tre aree individuate rientra anche la Lunigiana, per la quale dovrà essere garantita una copertura minima. La prima fase servirà inoltre a verificare se l’organizzazione sarà sufficiente o se dovrà essere potenziata nei periodi di maggiore richiesta.
La sede individuata è la Casa di Comunità di Aulla, scelta per la sua posizione centrale rispetto al bacino d’utenza della Lunigiana. Il servizio sarà quindi collocato in un punto ritenuto facilmente raggiungibile dalle famiglie dei diversi comuni dell’area.
Il sindaco Mastrini ha ringraziato le persone e le realtà che hanno sostenuto la richiesta di attivazione, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sul rafforzamento dell’assistenza pediatrica. Tra queste, ha ricordato le oltre 2 mila firme raccolte attraverso Change.org e la disponibilità manifestata da numerosi cittadini a partecipare ad altre iniziative.
L’avvio della Guardia Medica Pediatrica si inserisce nel quadro delle difficoltà che interessano le aree interne, dove lo spopolamento ha contribuito alla progressiva riduzione di alcuni servizi sanitari. La fase transitoria permetterà di valutare sul campo la copertura necessaria per rispondere alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.