Quattro attivisti di Ultima Generazione sono stati condannati dal giudice per il blocco dei camion diretti alle cave avvenuto alla rotonda dei Marmi di Massa. La manifestazione si era svolta il 10 giugno 2022, quando i partecipanti si erano incatenati ai mezzi pesanti per impedire la prosecuzione del transito.
La pena più alta è stata inflitta a Guido Viero, condannato a nove mesi e dieci giorni. Per gli altri tre imputati, Michele Giuli, Beatrice Costantino e Giulio Giuli, il giudice ha stabilito una condanna a sei mesi ciascuno.
Le accuse contestate
Ai quattro attivisti erano contestati i reati di interruzione di pubblico servizio e di blocco stradale mediante l’uso di oggetti. L’azione aveva interessato la viabilità utilizzata dai camion delle cave e si inseriva nelle iniziative organizzate per richiamare l’attenzione sulla tutela delle montagne apuane.
Il procedimento riguarda dunque una protesta che aveva avuto come obiettivo il contrasto a quello che gli attivisti definiscono estrattivismo indiscriminato. Nel testo del procedimento, la condotta contestata è stata ricondotta al blocco dei mezzi e alla conseguente interruzione della circolazione nell’area della rotonda dei Marmi.
La difesa valuta l’appello
Gli avvocati della difesa, in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, hanno fatto sapere di riservarsi la possibilità di impugnare la decisione in appello. Sarà quindi necessario conoscere le ragioni alla base della pronuncia prima di definire i prossimi passaggi giudiziari.
La sentenza ha suscitato delusione tra gli attivisti di Ultima Generazione e Apuane Libere, realtà impegnate da anni in azioni di protesta e denuncia sul tema delle attività estrattive nelle Alpi Apuane. Per i quattro imputati, la vicenda giudiziaria resta ora legata al possibile ricorso e alle motivazioni che accompagneranno la condanna.