La provincia di Massa-Carrara è tra le aree toscane maggiormente interessate dalla rarefazione dei servizi bancari. A evidenziarlo è il nuovo rapporto Irpet, richiamato da Cna Massa Carrara, secondo cui tra il 2015 e il 2025 gli sportelli presenti sul territorio sono diminuiti da 105 a 63, con una riduzione complessiva del 40%.
Per la confederazione, il fenomeno non riguarda soltanto la chiusura di singole filiali, ma la perdita di un servizio di prossimità essenziale per cittadini, famiglie e imprese. Il presidente Davide Aldo Brizzi sostiene che la riduzione dei presidi aumenti la distanza tra le attività economiche e gli interlocutori finanziari, proprio in una fase in cui l’accesso al credito e la capacità di investire sono considerati decisivi per la tenuta del territorio.
La situazione più fragile in Lunigiana
Il problema appare ancora più rilevante in Lunigiana, dove la diminuzione dei servizi bancari si somma a condizioni territoriali già difficili: spopolamento, invecchiamento della popolazione, insediamenti dispersi e maggiore distanza dagli altri servizi. Secondo Cna, l’assenza o la riduzione dei presidi può alimentare una spirale di indebolimento, con minore attrattività, più difficoltà per chi vuole fare impresa e un ulteriore calo di residenti e attività.
Il rapporto Irpet segnala inoltre che il 44,5% della popolazione e il 44,9% delle imprese della provincia vive o opera in Comuni caratterizzati da una bassa intensità dell’offerta bancaria rispetto alla domanda potenziale. La criticità, quindi, non riguarda soltanto le località completamente prive di filiali: in una parte consistente del territorio, anche dove un presidio esiste, i servizi disponibili risultano inferiori alle esigenze di famiglie e aziende.
Le conseguenze per le imprese
La rete bancaria svolge infatti anche una funzione di relazione e conoscenza del tessuto economico locale. Il rapporto richiama il ruolo delle filiali nell’accesso al credito e nella costruzione di rapporti fiduciari, aspetti ritenuti particolarmente importanti in una provincia caratterizzata dalla presenza di micro e piccole imprese.
Per Cna, la riduzione dei presidi può incidere anche sulla nascita di nuove attività. Un giovane che intende avviare un’impresa, un artigiano che vuole investire o un’azienda che punta a crescere potrebbe incontrare maggiori difficoltà in presenza di un sistema del credito più distante e standardizzato. Il rischio indicato è che alcuni progetti vengano rinviati, abbandonati oppure trasferiti altrove.
La confederazione chiede quindi che la desertificazione bancaria venga affrontata come una questione di politica territoriale e non soltanto come una scelta legata alla redditività delle singole filiali. Tra le possibili soluzioni vengono indicate forme di presidio condivise, sportelli periodici o itineranti, collaborazioni con altri servizi di prossimità e un rafforzamento selettivo della rete nelle aree più esposte. Ipotesi, sottolinea Cna, già contenute nel rapporto Irpet.