Avis Massa conta 2.400 donatori iscritti e rappresenta un punto di riferimento per le esigenze di sangue dell’ospedale delle Apuane. Il presidente Carlo Bellanti dedica quotidianamente il proprio tempo all’associazione, mantenendo i contatti con la struttura sanitaria e coordinando le richieste che arrivano al centralino.
Bellanti riferisce di effettuare circa 60 telefonate al giorno per garantire il collegamento tra l’Avis e l’ospedale. L’impegno viene svolto a titolo gratuito e si aggiunge al lavoro dei 12 volontari che contribuiscono alla continuità del servizio. La sede, trasferita alcuni anni fa dall’ex ospedale all’ospedale delle Apuane, è operativa dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18.
Donazioni in calo rispetto al passato
Secondo il presidente, il numero delle donazioni resta significativo, ma è diminuito rispetto agli anni in cui si arrivava a quota 7.000. Oggi, in un’annata favorevole, l’associazione raggiunge circa 4.000 donazioni. Tra le cause indicate ci sono i cambiamenti negli stili di vita e gli impegni di lavoro e studio, che rendono più difficile per molte persone organizzare la donazione e ottenere la disponibilità dal datore di lavoro o dall’istituto scolastico.
Il bilancio del 2026 viene comunque considerato positivo: il numero delle donazioni è superiore di circa un centinaio rispetto all’anno precedente. Il dato non cancella però la necessità di rinnovare la base dei volontari e dei donatori, coinvolgendo soprattutto le generazioni più giovani.
Il ricambio generazionale
L’associazione, che lo scorso marzo ha celebrato 70 anni di attività con una festa all’ex Torre Fiat insieme alle altre consorelle, punta ora a rafforzare il gruppo. I volontari partecipano compatibilmente con gli impegni di studio e lavoro, mentre Bellanti garantisce la presenza quotidiana in sede dal 1999.
Il presidente auspica l’arrivo di nuove energie per assicurare la continuità dell’attività e tramandare l’impegno dell’Avis. A novembre è previsto l’ingresso di una giovane volontaria, con l’auspicio che l’esempio possa essere seguito da altre persone.
Tra i gruppi sanguigni più richiesti in questa fase ci sono lo zero negativo e lo zero positivo, indicati come particolarmente rari a fronte di una domanda elevata. È su queste necessità che l’associazione continua a concentrare il proprio lavoro a sostegno dell’ospedale e della comunità.