Dati Excelsior

Massa-Carrara, a settembre 1.200 assunzioni programmate

La crescita del 3% non colma il divario occupazionale; prevalgono ancora formule non stabili.

Massa-Carrara, a settembre 1.200 assunzioni programmate

La domanda di lavoro torna a muoversi, ma il quadro occupazionale della provincia di Massa-Carrara resta debole. Per settembre 2026 le imprese con dipendenti prevedono 1.200 ingressi, 40 in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un incremento del 3%. Il dato rappresenta un parziale recupero dopo la contrazione registrata nel 2025, ma non modifica il divario rispetto agli altri territori dell’area vasta.

Le rilevazioni arrivano dal Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati, riferiti a un campione di imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, sono stati analizzati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche.

Il confronto con Lucca e Pisa

A fronte del +3% previsto nella provincia apuana e del +4% di Pisa, Lucca registra una diminuzione del 7%. Il risultato complessivo dell’area vasta è quindi pari a -1%. Il confronto in valori assoluti evidenzia inoltre una distanza significativa: le opportunità previste a Massa-Carrara sono meno della metà, e in alcuni casi meno di un terzo, rispetto a quelle degli altri due territori considerati.

La composizione della richiesta cambia in parte. Crescono le figure di livello più elevato e i profili tecnici, con un aumento del 25% per dirigenti e tecnici, mentre gli operai specializzati salgono del 10%. Diminuiscono invece le professioni commerciali e quelle legate ai servizi, un andamento collegato alla conclusione della stagione estiva.

Servizi e industria

Dei 1.200 ingressi previsti, 730 riguardano i servizi, pari al 61% del totale, mentre 450 interessano l’industria, con una quota del 38%. Il comparto industriale segna una lieve flessione del 2% rispetto a settembre 2025, equivalente a dieci posizioni in meno. All’interno del settore, però, il manifatturiero torna a crescere: sono previste 330 entrate, 20 in più su base annua, con un incremento del 6% dopo il calo del 18% registrato l’anno precedente.

Di segno opposto l’andamento delle costruzioni, che avevano mostrato un aumento nel 2025. Per il comparto sono previsti 120 ingressi, 30 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una riduzione del 20%. Secondo l’analisi, il settore risente in modo particolare delle decisioni assunte a livello nazionale sugli incentivi.

Il capitolo della stabilità contrattuale resta il punto più critico. La quota dei rapporti a tempo indeterminato sale al 27%, mentre quella dei contratti a termine si attesta al 54%, otto punti in meno rispetto all’anno precedente. Nel complesso, tuttavia, soltanto circa un ingresso su cinque risulta stabile: le altre posizioni comprendono apprendistato, contratti a tempo determinato e forme di lavoro analoghe.

Nei comparti stagionali il quadro è ancora più articolato. Il tempo determinato scende dal 74% al 47%, ma la riduzione è accompagnata da un maggiore ricorso ad altre formule di flessibilità, tra cui il lavoro intermittente e a chiamata. Nel manifatturiero il rapporto è più favorevole, con il 60% dei contratti a termine e il 27% a tempo indeterminato. Anche nelle costruzioni si registra un miglioramento, mentre nel commercio il divario resta più marcato, con una prevalenza dei rapporti non stabili.