La Casa di reclusione di Massa opera in condizioni di forte pressione organizzativa. A segnalarlo è il Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, attraverso una comunicazione inviata alla direzione dell’istituto e al Provveditorato regionale. Nel documento, il segretario nazionale Francesco Oliviero richiama criticità che, secondo il sindacato, incidono sulla funzionalità dei reparti e sulle condizioni di lavoro degli agenti.
Sovraffollamento e organico ridotto
Il dato principale riguarda la presenza di 309 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 176 posti. Il livello di sovraffollamento rende più complessa la gestione quotidiana dell’istituto e aumenta l’impegno richiesto al personale nella conduzione delle attività e degli eventi legati alla routine detentiva.
Alla pressione determinata dal numero delle persone ristrette si aggiunge una carenza di organico superiore al 20 per cento. Il Sappe segnala inoltre un’età media degli operatori prossima al pensionamento, elemento che contribuisce a rendere più fragile l’assetto dei servizi e a innalzare il carico sostenuto dagli agenti in attività.
La richiesta di un confronto
Secondo il sindacato, l’apertura di nuovi reparti e l’ampliamento delle attività interne hanno comportato ulteriori responsabilità operative. A questo si sarebbero sommati turni gravosi e frequenti accorpamenti dei posti di servizio. Un’organizzazione che, pur garantita dalla professionalità del personale, viene ritenuta meritevole di una valutazione complessiva da parte dell’amministrazione penitenziaria.
Nella comunicazione viene richiamato anche il ruolo del lanificio e della sartoria presenti nella struttura. La disponibilità di spazi e macchinari potrebbe permettere lo sviluppo delle attività interne, secondo il Sappe, purché l’assegnazione dei detenuti sia coerente con le finalità trattamentali e con la capacità organizzativa dell’istituto.
Il sindacato ha manifestato la disponibilità a un confronto con la direzione per individuare soluzioni più equilibrate e sostenibili. Al Provveditorato regionale viene chiesto di monitorare con attenzione l’assegnazione dei detenuti e di valutare un eventuale rafforzamento dell’organico, tenendo conto delle esigenze operative della casa di reclusione di Massa.