Urbanistica in aula

Ex Olivetti, scontro sulla variante per l’area commerciale

Pd e opposizione contestano la possibile riconversione del compendio e l’impatto su imprese, ambiente e negozi di vicinato.

Ex Olivetti, scontro sulla variante per l’area commerciale

Torna al centro del dibattito il futuro dell’ex Olivetti-Synthesis, il grande compendio di circa 100mila metri quadrati situato nel cuore della Zona industriale. La variante urbanistica che interessa l’area è approdata in Commissione Urbanistica e potrebbe consentire la realizzazione di un progetto con funzioni prevalentemente commerciali. Il passaggio ha riacceso il confronto politico, mentre nello stesso quadrante resta aperta anche la discussione sulla Variante Aurelia.

La proposta è stata approvata con i voti della maggioranza del sindaco Francesco Persiani. Hanno votato contro Enzo Romolo Ricci, capogruppo del Partito democratico, e Dina Dell’Ertole, esponente del Gruppo misto di minoranza. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno scelto invece l’astensione.

La critica della minoranza

In un documento diffuso dopo la seduta, Ricci e Dell’Ertole hanno definito l’operazione l’ennesima variante destinata, a loro giudizio, a favorire l’insediamento di un nuovo centro commerciale. Secondo i due consiglieri, l’ex stabilimento potrebbe trasformarsi in una nuova cittadella del consumo, rafforzando lo spostamento della Zona industriale verso attività commerciali.

L’area è stata acquistata all’asta fallimentare da un gruppo lapideo carrarese. La richiesta di variante punta a rendere possibile un progetto articolato in più funzioni. Pd e Gruppo misto sostengono però che la trasformazione debba essere valutata nel quadro dei cambiamenti già avvenuti nelle aree vicine, citando in particolare l’ex Universal Bench e la Fdb 2.7 di via Vecchia Candia.

Per la minoranza, la destinazione commerciale rischia di sottrarre spazi strategici allo sviluppo di nuovi insediamenti produttivi. Ricci e Dell’Ertole chiedono una direzione diversa, basata sul rilancio del manifatturiero, sull’attrazione di servizi qualificati, sulla ricerca e sulle competenze ad alto valore aggiunto. Tra le preoccupazioni espresse figura anche il possibile impatto sulle piccole attività e sul commercio di vicinato e di quartiere.

Dubbi su ambiente e pianificazione

I consiglieri contestano inoltre il percorso urbanistico e ambientale seguito dall’amministrazione. In particolare, sostengono che l’atto non sia stato sottoposto direttamente a Valutazione ambientale strategica e denunciano il rischio di un impatto cumulativo prodotto dalla somma delle diverse trasformazioni previste nel quadrante, sotto il profilo ambientale, sociale, economico e urbanistico.

Il Comune, nell’ambito dell’iter, ha attivato la verifica di assoggettabilità a Vas, coinvolgendo gli enti competenti. La minoranza solleva anche dubbi sulla coerenza dell’intervento con gli strumenti di pianificazione sovraordinati, dal Piano strutturale al Regolamento urbanistico fino al Piano di indirizzo territoriale regionale, richiamando la tutela della presenza industriale.

Ricci e Dell’Ertole chiedono infine un percorso di pianificazione partecipata, con il coinvolgimento del Consiglio comunale, dei cittadini, dei comitati e delle rappresentanze sociali ed economiche. La riqualificazione dell’ex Olivetti, nella loro impostazione, dovrebbe rientrare in una strategia più ampia di rilancio e reindustrializzazione della Zona industriale, con l’obiettivo di sostenere la crescita produttiva e creare occupazione più stabile e qualificata.