La continuità del centro di socializzazione La Comasca, a Ronchi, è al centro della preoccupazione espressa dalla Funzione pubblica Cgil di Massa Carrara. La struttura, gestita dalla cooperativa La Salute, accoglie persone con disabilità del territorio comunale di Massa e propone attività rivolte alla socializzazione, all’autonomia e alla partecipazione.
Secondo il sindacato, le risorse messe a disposizione dal Comune non sarebbero sufficienti a consentire alla cooperativa di proseguire il progetto nelle condizioni attuali. La difficoltà economica potrebbe avere conseguenze sull’organico, con il rischio che alcuni lavoratori debbano essere lasciati a casa e che le attività rivolte agli utenti vengano ridotte o riorganizzate.
La preoccupazione del sindacato
«Il rischio è che qualcuna di queste persone possa rimanere a casa – spiega Laura Bacci, segretaria provinciale della Fp Cgil – perché purtroppo la cooperativa non riesce a portare avanti il progetto con le risorse che il Comune le dà». La questione, secondo la ricostruzione della Cgil, sarebbe già stata sottoposta all’amministrazione comunale.
In un precedente confronto, la cooperativa avrebbe rappresentato le proprie difficoltà e il Comune si sarebbe impegnato a individuare risorse aggiuntive per permettere la prosecuzione del progetto. Il sindacato sostiene però che, finora, quei fondi non siano arrivati. «Ad oggi queste risorse non sono arrivate – afferma Bacci – e quindi sembrerebbe che la soluzione sia quella di lasciare a casa qualcuno».
Tra le iniziative organizzate dal centro figurano il progetto dell’orto, le cene durante il periodo estivo e i momenti di permanenza notturna. Si tratta di attività pensate per sostenere le relazioni, l’autonomia personale e il coinvolgimento delle persone con disabilità, oltre a offrire un punto di riferimento alle loro famiglie. Per la Fp Cgil, una riduzione del personale potrebbe compromettere la continuità e la qualità del percorso.
Richiesto un confronto con il Comune
La cooperativa La Salute è impegnata anche in altri servizi sul territorio, tra cui Casa Ascoli e il Pelù. Nel caso della Comasca, tuttavia, le risorse attualmente disponibili non consentirebbero, secondo quanto riferito al sindacato, di mantenere l’organizzazione esistente senza intervenire sull’organico.
Per questo la Fp Cgil ha chiesto un incontro con l’amministrazione comunale, coinvolgendo l’assessorato alle Politiche sociali e quello al Bilancio. L’obiettivo è verificare quali impegni siano stati assunti, perché non siano ancora stati attuati e quali margini esistano per reperire i fondi necessari. «Abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione, con l’assessore al Sociale e con quello al Bilancio – aggiunge Bacci – per capire quale sia il problema e se riusciamo a trovare una soluzione».
Il sindacato ritiene che la questione non possa essere affrontata semplicemente attraverso una riduzione del personale. La richiesta è di individuare una soluzione capace di tutelare sia la continuità occupazionale sia quella delle attività rivolte alle persone con disabilità. L’attenzione è ora rivolta al confronto con il Comune, chiamato a chiarire le risorse effettivamente disponibili e gli interventi che intende mettere in campo per garantire la prosecuzione del progetto.