Disagio giovanile

Al via il progetto per affrontare il disagio giovanile con una cultura di pace

Partecipazione della comunità per offrire opportunità ai giovani e contrastare il malessere sociale.

Al via il progetto per affrontare il disagio giovanile con una cultura di pace

Un percorso partecipato è stato avviato per affrontare il disagio giovanile e proporre soluzioni concrete, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi un futuro migliore. Il progetto “Un Tavolo per una Cultura di Pace”, promosso dal Comune di Carrara, ha visto il coinvolgimento di diverse figure istituzionali durante un incontro al Palco della Musica. Tra i presenti, il vescovo Mario Vaccari, la sindaca Serena Arrighi e l’assessora alla Pace Roberta Crudeli, insieme a rappresentanti di associazioni e cittadini.

Durante la serata, sono stati presentati i tavoli che entreranno nella fase operativa da settembre, risultato di un precedente ascolto della comunità. Sono emersi 21 temi prioritari, che sono stati organizzati in cinque macro aree di lavoro: intercettori del disagio, protagonismo giovanile, costruzione dell’identità, relazioni e luoghi terzi, oltre a una sesta area dedicata alla Consulta della Pace. La sindaca Arrighi ha sottolineato l’importanza di azioni concrete per creare spazi e opportunità per i giovani privi di riferimenti significativi.

Tra le testimonianze, quella di Antonia Fioravanti, zia di Giacomo Bongiorni, vittima di una rissa. Racconta come l’associazione “Insieme per Giacomo” sia nata da un profondo dolore con l’intento di promuovere valori come il rispetto e la non violenza, fondamentali per prevenire il disagio tra i giovani. Alessandro Conti, direttore della Pastorale sociale della Diocesi, ha evidenziato la necessità di stimolare un cambiamento culturale per affrontare il problema del benaltrismo.

Nei gruppi di lavoro, esperti come la psicologa Cristina Bellè hanno discusso dell’importanza di supportare i giovani nel loro cammino di crescita, mentre Chiara Belmonte di Azione Cattolica ha enfatizzato la necessità di far sentire i giovani protagonisti. La psicoterapeuta Cecilia Vignale ha evidenziato le sfide identitarie che affrontano i ragazzi oggi, sottolineando l’impatto di una società improntata sulla prestazione. Giulia Morigoni ha trattato il ruolo cruciale della comunità educante e la psicologa Flaminia Flory ha discusso l’importanza dei luoghi terzi come spazi di relazione inclusivi.

La serata si è conclusa con le parole del vescovo Vaccari, che ha descritto il progetto come un’opportunità da costruire insieme, sperando che possa offrire ai giovani spazi di espressione senza giudizio e contribuire positivamente alla comunità.