Doveva essere una semplice tappa del viaggio di ritorno dalle vacanze. Una visita alle Cascate delle Marmore prima di rientrare a Massa. Invece, quella scelta si è trasformata nell’ultimo viaggio di Paolo Cosci e della moglie Graziella Baldini, la coppia massese morta domenica pomeriggio nel gravissimo incidente avvenuto lungo la superstrada 79 Ternana, al confine tra Lazio e Umbria. L’impatto ha causato la morte di sei persone e ha lasciato 45 feriti, alcuni in condizioni gravi.
Il tragico incidente
Cosci e Baldini, entrambi di 61 anni, stavano tornando da una vacanza in Calabria insieme a un’altra coppia di amici, Maurizio Benedetti e Stefania Fazzi. Dopo aver deciso di fermarsi per visitare le Cascate delle Marmore, hanno preso un autobus extraurbano. Purtroppo, il bus è stato coinvolto in un violentissimo schianto avvenuto al chilometro 18,650 della statale 79, che ha coinvolto anche un camper e tre autovetture.
La coppia massese sedeva nella prima fila del pullman, poiché Graziella soffriva di mal d’auto. Questo posto li ha esposti in pieno alla violenza dell’impatto: lei è morta sul colpo, mentre Paolo è deceduto durante il trasporto in ospedale. Oltre alla coppia, hanno perso la vita anche i due conducenti del pullman e le due persone che viaggiavano sul camper.
Il ricordo della famiglia
Paolo Cosci era titolare di un’impresa di infissi e in passato aveva lavorato alla Eaton di Massa, mentre Graziella, conosciuta anche con il nome di Roberta, era casalinga. Lasciavano due figli, Pietro e Federico, quest’ultimo preparatore atletico delle giovanili della Carrarese. La coppia condivideva la passione per i cani, i viaggi e le gite fuori porta, spesso organizzate con gli amici.
Al momento del ritrovamento dei corpi, la coppia non aveva con sé i documenti e sono stati identificati solo ore dopo dal figlio Pietro, che, appresa la notizia dell’incidente, è giunto all’ospedale di Terni. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha raccontato di aver assistito il giovane durante il riconoscimento. Le salme sono attualmente sequestrate per le indagini e la procura deciderà se effettuare un’autopsia o se dare il via libera per il funerale.