Il sindaco di Massa Francesco Persiani si dichiara favorevole all’istituzione del Garante dei detenuti, figura attualmente assente in città, ma invita a non considerarla una soluzione sufficiente per affrontare le difficoltà del sistema penitenziario. La posizione arriva in risposta all’appello del vescovo Mario Vaccari, che ha sollecitato una maggiore attenzione nei confronti delle persone recluse e delle condizioni degli istituti carcerari.
Persiani afferma di non avere obiezioni alla nomina del Garante, sia come avvocato sia come sindaco e cittadino. Secondo il primo cittadino, il suo compito potrebbe contribuire a migliorare la vita all’interno della casa di reclusione, favorendo l’ascolto, la segnalazione delle criticità e il dialogo tra detenuti, amministrazione penitenziaria e istituzioni.
Una figura utile, ma non risolutiva
Il sindaco sottolinea però la necessità di distinguere tra gli strumenti di garanzia e gli interventi strutturali. Il Garante, a suo giudizio, può contribuire al rispetto dei diritti e della dignità delle persone detenute, ma non può risolvere da solo problemi come il sovraffollamento, la carenza di personale e le altre difficoltà che interessano il sistema penitenziario. Una figura analoga è già prevista a livello regionale, anche se sul tema non tutte le forze politiche condividono la stessa posizione.
Per Persiani, le criticità devono essere affrontate con responsabilità e strumenti adeguati, perché riguardano anche la capacità del carcere di svolgere la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione. La questione, sostiene, non può essere ridotta alla scelta tra garanzie e interventi strutturali: entrambi gli elementi sono necessari per assicurare condizioni rispettose dei principi di civiltà e umanità.
Il caso della casa di reclusione
Nel suo intervento il sindaco richiama anche la situazione della Casa di reclusione di Massa, che afferma di conoscere attraverso la propria attività professionale e istituzionale. Negli ultimi anni, il Comune ha mantenuto rapporti con la direzione dell’istituto, con il corpo della Polizia Penitenziaria e con la popolazione carceraria, in occasione di celebrazioni, incontri istituzionali, festività e progetti dedicati al lavoro all’esterno.
Persiani ricorda inoltre le attività culturali e gli interventi rivolti ai rapporti tra detenuti e familiari, compresi gli spazi per gli incontri con i figli realizzati con il coinvolgimento di Telefono Azzurro. Per lungo tempo il carcere massese è stato considerato un’esperienza positiva nel panorama penitenziario, anche per le opportunità di lavoro e di partecipazione offerte alle persone recluse.
Secondo il sindaco, queste attività hanno cercato di tradurre in pratica l’idea della pena come percorso di riabilitazione e non soltanto come privazione della libertà. Persiani osserva tuttavia che le difficoltà presenti da anni in altri istituti penitenziari regionali, in assenza di risposte adeguate, si sono riflesse anche sulla struttura di Massa, dove il confronto sul Garante si intreccia quindi con quello sulle condizioni complessive del sistema carcerario.