Sessant’anni dopo il tragico 6 luglio 1966, il mare rende omaggio al comandante Michele Fiorillo, medaglia d’oro al Valor di Marina, scomparso durante un’operazione di soccorso nelle acque della Partaccia. La cerimonia, intensa e partecipata, è stata organizzata dalla Capitaneria di porto di Marina di Carrara e ha visto la presenza di autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni e della famiglia dell’ufficiale, nel segno della memoria e dei valori del corpo delle Capitanerie di porto.
Il momento più toccante si è svolto a bordo della nave ‘Fiorillo’, salpata dal porto con numerosi ospiti istituzionali. Giunti nel tratto di mare antistante la Partaccia, nel punto in cui il comandante perse la vita tentando di salvare un turista tedesco travolto dalla burrasca, è stata deposta in acqua una corona d’alloro. Questo gesto semplice ma carico di significato è stato accompagnato dal raccoglimento dei presenti davanti alla spiaggia che sessant’anni fa fu teatro dell’estremo sacrificio dell’ufficiale.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci di Carrara, Massa e Montignoso, il vescovo monsignor Mario Vaccari, l’ammiraglio Flavio Biaggi della Marina Militare, il comandante della Capitaneria di Porto di Marina Angelo Benedetto Gonnella, e la figlia del comandante, Marina Fiorillo.
Terminata la commemorazione in mare, l’evento è proseguito in un edificio portuale, dove è stata allestita una mostra di fotografie, documenti, articoli di giornale e oggetti dedicati all’eroico ufficiale. Un breve video ha ripercorso la storia e gli ultimi drammatici istanti del 6 luglio 1966, quando Fiorillo decise di affrontare il mare in tempesta per tentare un salvataggio, trovando la morte dopo il capovolgimento del battello di servizio e l’impatto violento contro gli scogli.
Tra gli interventi più apprezzati, quello degli studenti dell’Istituto nautico ‘Fiorillo’ di Marina di Carrara, che hanno ricordato il valore educativo della figura cui è intitolata la scuola. “Chi vive il mare ogni giorno capisce quanto sia importante la sicurezza – hanno spiegato gli studenti – e per noi Fiorillo è più del nome della scuola: è un punto di riferimento, un uomo di valori. Ha dimostrato che il mare è vocazione e richiede coraggio e sacrificio. Quando anche noi andremo in mare, sapremo che lui sarà lì con noi. Porteremo il suo spirito su ogni nave e in ogni porto”.
A chiudere la cerimonia è stato il Comandante generale del corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, che ha sottolineato l’importanza della giornata, affermando che Fiorillo non ha compiuto soltanto un sacrificio, ma ha scritto una pagina di storia del corpo, che continua a essere ricordata.
L’ultimo momento della commemorazione è stato dedicato alla famiglia del comandante: la Capitaneria di porto ha consegnato un mazzo di fiori alla figlia Marina Fiorillo, in un gesto che ha suggellato una giornata di memoria condivisa, nella consapevolezza che l’esempio di Michele Fiorillo continui a rappresentare uno dei simboli più alti del servizio reso alla salvaguardia in mare.