Lavoro a rischio

Crisi Tisg: oltre duemila posti di lavoro a rischio, sindacati in Regione

Convocati i sindacati per discutere le ricadute occupazionali della crisi di The Italian Sea Group.

Crisi Tisg: oltre duemila posti di lavoro a rischio, sindacati in Regione

La crisi della società The Italian Sea Group (Tisg) approda in Regione, con oltre duemila posti di lavoro a rischio tra dipendenti diretti e lavoratori dell’indotto. L’Unità di crisi della Regione ha convocato i sindacati per il 20 luglio al fine di valutare le ricadute occupazionali e produttive sul territorio apuano.

I segretari di Fim-Cisl e Uilm-Uil, Bruno Casotti e Giacomo Saisi, hanno sottolineato l’importanza di porre la massima attenzione sulla situazione aziendale, evidenziando come la tutela dell’occupazione debba essere la priorità del confronto. L’azienda ha comunicato l’intenzione di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per affrontare un significativo debito interno.

Richieste dei sindacati

I sindacati non escludono a priori l’uso della Cigs, ma chiedono garanzie per i lavoratori. Le richieste includono l’anticipo diretto degli emolumenti per evitare ritardi da parte dell’Inps, una rotazione equa del personale coinvolto nella sospensione dell’attività e il riconoscimento della maturazione di tutti gli istituti contrattuali durante il periodo di cassa integrazione.

Inoltre, i sindacati hanno criticato la gestione delle ferie, definita unilaterale, poiché alcuni profili professionali sono costretti a prendere ferie forzate, creando disparità tra i lavoratori. Chiedono quindi una revisione delle disposizioni e un confronto con la Rsu per definire un piano condiviso.

Situazione dell’indotto

Un altro tema cruciale riguarda le aziende dell’indotto, che hanno già subito una riduzione dei crediti e si trovano a fronteggiare il rigetto delle domande di Cassa integrazione ordinaria da parte dell’Inps. I sindacati avvertono che non possono accettare che i lavoratori degli appalti diventino l’anello debole della catena e chiedono un intervento politico per garantire adeguate tutele.

Le segreterie territoriali, guidate da Bruno Casotti per Fim-Cisl Toscana Nord e Giacomo Saisi per Uilm-Uil Lucca Massa Carrara, auspicano che l’Unità di Crisi della Regione attivi tutti gli strumenti necessari per trovare una soluzione condivisa, salvaguardando il lavoro e il futuro di oltre duemila famiglie.