Tutela faunistica

Val Grande e Appennino tosco-emiliano insieme per il lupo

L’accordo rafforza rilevamenti, addestramento e gestione della specie nei rispettivi territori.

Val Grande e Appennino tosco-emiliano insieme per il lupo

Il Parco nazionale della Val Grande e il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano hanno sottoscritto una convenzione per condividere competenze, dati ed esperienze nelle attività dedicate al monitoraggio e alla conservazione del lupo. L’intesa mette in relazione due territori differenti, ma accomunati dalla necessità di conoscere e gestire la presenza della specie e di tutelare la biodiversità.

Competenze e strumenti condivisi

La collaborazione nasce dall’esperienza maturata dai due enti in contesti diversi. Il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano porta nel progetto il lavoro pluriennale del Wolf Apennine Center, centro permanente di riferimento istituzionale per la gestione del lupo su scala interregionale nell’Appennino settentrionale.

Il Parco della Val Grande mette invece a disposizione l’esperienza acquisita più recentemente nella gestione della presenza del lupo sul proprio territorio. Il confronto tra le due realtà punta a favorire uno scambio operativo e a rendere più efficaci le attività di osservazione, raccolta dei dati e conservazione della specie.

Formazione degli operatori

In base all’accordo, il personale del Parco dell’Appennino tosco-emiliano contribuirà alla formazione e al coordinamento degli operatori della Val Grande. Compatibilmente con le attività già programmate, saranno inoltre messe a disposizione alcune attrezzature necessarie alle operazioni di monitoraggio e cattura.

Per i due parchi, l’intesa rappresenta un’occasione di crescita reciproca. La condivisione di esperienze maturate in ambienti differenti consentirà di osservare lo stesso fenomeno da prospettive diverse e di sviluppare strumenti di gestione più adeguati alla complessità della presenza del lupo.

La convenzione si inserisce quindi nelle attività istituzionali dedicate alla conservazione della biodiversità e alla conoscenza della fauna selvatica. L’obiettivo è rafforzare il lavoro degli operatori attraverso il trasferimento di competenze, dati e metodologie tra i due parchi nazionali.