Il circolo della Montagna di Rifondazione comunista riaccende l’attenzione sui problemi della raccolta dei rifiuti nelle frazioni montane. Al centro della protesta ci sono l’aumento della Tari, le condizioni dei contenitori utilizzati per il conferimento e la presunta mancata attivazione di strutture adeguate per la raccolta differenziata.
La denuncia sui contenitori
Secondo il circolo, i residenti dei borghi montani continuano a utilizzare cassonetti vecchi e fatiscenti. A questo si aggiungerebbero una raccolta differenziata ritenuta insufficiente e la totale assenza di isole ecologiche nelle località interessate. La protesta prende spunto anche dalle immagini scattate al magazzino delle Jare, dove sarebbero presenti cassonetti metallici nuovi, alcuni dei quali ancora avvolti nella pellicola protettiva.
La presenza dei contenitori non utilizzati viene indicata da Rifondazione come un elemento che richiede chiarimenti. Il circolo chiede di sapere perché non siano stati impiegati per sostituire quelli giudicati ormai inadeguati nelle frazioni montane, quando sia prevista la loro installazione e quali interventi siano programmati per rendere più efficiente il servizio.
L’aumento delle tariffe
Nel documento diffuso dal circolo viene riportato il caso di una famiglia con la stessa superficie abitativa e lo stesso numero di componenti. In base ai dati citati, la spesa sarebbe passata da 352 euro nel 2023 a 435 euro nel 2026, con un incremento complessivo di 83 euro, pari al 23,6 per cento. Nel solo ultimo anno, il passaggio da 397 a 435 euro avrebbe comportato un aumento di 38 euro, equivalente al 9,6 per cento.
Rifondazione contesta quindi il divario tra la crescita della bolletta e le condizioni del servizio nelle aree montane. La domanda posta dal circolo è se a tariffe più elevate corrispondano effettivi miglioramenti nella raccolta e nella gestione dei rifiuti. La formazione politica sostiene che non sia accettabile un aumento dei costi in presenza di contenitori deteriorati, difficoltà nel conferimento differenziato e mancanza di punti adeguati.
Per questo viene chiesto un confronto pubblico accompagnato da dati verificabili. Tra le richieste figurano un calendario per il rinnovo dei cassonetti, interventi per potenziare la raccolta differenziata e la realizzazione di punti di conferimento compatibili con le caratteristiche e le necessità delle località montane. Nel testo non sono riportate le eventuali risposte dell’amministrazione o del gestore del servizio alle osservazioni sollevate dal circolo.