Ricerca medica

Montignoso, il Sorriso di Franca raccoglie 118mila euro

In quattro anni, donazioni destinate a studi e percorsi contro le patologie del sangue, con il contributo di istituzioni e volontari.

Montignoso, il Sorriso di Franca raccoglie 118mila euro

Quattro anni di raccolte fondi e un impegno rivolto alla ricerca sulle malattie ematologiche. È il bilancio dell’associazione Il Sorriso di Franca, nata dopo la scomparsa di Franca Fioravanti, deceduta per le conseguenze di una leucemia linfatica cronica. Dal 2022 al 2026 l’iniziativa ha consentito di raccogliere complessivamente 118mila euro, destinati a progetti scientifici e percorsi di cura.

Martedì sera, al Sunset Beach Club, si sono ritrovati istituzioni, associazioni, medici e cittadini per una nuova edizione dell’iniziativa promossa dall’avvocato Salvatore Cassata. Nel corso dell’incontro è stato ricordato il ruolo della rete che ha sostenuto il progetto, composta tra gli altri dal Comune di Montignoso, da Ail Massa-Carrara, dalla Fondazione Marmo, dalla Cooperativa La Salute e dal Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario.

Un progetto destinato a proseguire

Secondo quanto emerso durante la serata, la collaborazione costruita negli anni potrebbe tradursi nella nascita di una struttura associativa capace di dare continuità alle attività benefiche e, in prospettiva, di ampliare il proprio raggio d’azione. Il percorso è stato presentato come un esempio di mobilitazione collettiva nata da una vicenda personale e proseguita attraverso il coinvolgimento di soggetti diversi.

La parte scientifica dell’incontro è stata affidata alla dottoressa Roberta Della Seta, responsabile dell’Ematologia di Massa-Carrara e presidente provinciale di AIL, e alla professoressa Sara Galimberti, direttrice dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Della Seta ha illustrato l’evoluzione delle terapie per le malattie del sangue, spiegando che le cellule tumorali possono eludere i trattamenti attraverso diversi meccanismi di difesa.

La medicina di precisione sta progressivamente affiancando e sostituendo la chemioterapia tradizionale in diversi percorsi, con l’obiettivo di colpire le caratteristiche molecolari della malattia attraverso trattamenti più selettivi. Tra le strategie illustrate figurano gli inibitori delle tirosin-chinasi, gli anticorpi monoclonali e le terapie Car-T. La specialista ha sottolineato l’importanza degli investimenti nella ricerca, nelle tecnologie e nella formazione dei giovani ricercatori.

Lo studio sostenuto dalle donazioni

Galimberti ha inoltre presentato il lavoro della rete toscana dedicata alla leucemia linfatica cronica, nata per uniformare criteri diagnostici e terapeutici e garantire percorsi omogenei. Durante l’incontro è stato illustrato anche il caso di una paziente con una localizzazione vertebrale della malattia, trattata con una terapia in grado di superare la barriera emato-encefalica e di portare alla scomparsa della lesione. Lo studio sviluppato a partire da quel caso è stato dedicato alla memoria di Franca.

Il Progetto Polychrome, sostenuto dalle somme raccolte con l’iniziativa, ha analizzato 63 pazienti trattati con un inibitore di Btk. Per ciascun campione sono stati esaminati circa 800mila dati, anche attraverso metodiche di intelligenza artificiale. L’elaborazione ha individuato otto polimorfismi associati alla possibilità di sviluppare resistenza al trattamento. Galimberti ha chiarito che un polimorfismo è una normale variabilità del Dna e non un errore genetico: studiarne il ruolo può contribuire a rendere le terapie più aderenti alle caratteristiche dei singoli pazienti.