Daniela Bennati, consigliera comunale del Polo Progressista di Sinistra, ha effettuato un sopralluogo nel complesso delle Jare, in via degli Artigiani, dopo aver atteso quasi quattro mesi per poter accedere alla struttura accompagnata dal personale comunale. La visita aveva l’obiettivo di verificare le condizioni di uno dei principali immobili pubblici della città e di raccogliere elementi sulle modalità di gestione degli spazi.
A colpire la consigliera è stato soprattutto il contrasto tra la lunga attesa necessaria per entrare e il continuo movimento osservato all’interno dell’area. Durante il sopralluogo Bennati ha visto transitare persone e automobili, arrivando a definire il complesso una sorta di terra di nessuno. Secondo quanto riferito, una consigliera comunale non può accedere autonomamente alla struttura, mentre non sarebbe stato possibile chiarire con precisione chi avesse titolo a utilizzare quegli ambienti.
Materiali accatastati e impianti da controllare
La visita ha riguardato diversi locali delle Jare, compresa la parte inferiore e l’area utilizzata da Evam. Bennati ha riferito di aver trovato archivi, numerosi documenti, materiali accatastati, ambienti scarsamente illuminati e impianti che, a suo giudizio, richiederebbero verifiche. La consigliera ha precisato di non avere le competenze tecniche per stabilire l’eventuale presenza di situazioni pericolose, ma ha osservato che lo stato generale del complesso solleva interrogativi sulle condizioni di sicurezza.
Tra le questioni sottoposte agli uffici del Patrimonio ci sono anche l’individuazione delle responsabilità sulla gestione dell’immobile e le procedure da seguire in caso di emergenza, come un incendio. I dubbi, ha spiegato Bennati, risultano ancora più rilevanti alla luce della facilità con cui durante la visita ha visto entrare e muoversi mezzi e persone.
Un episodio risale alle 15.30, quando la consigliera ha notato al piano inferiore un’automobile riconducibile a una pizzeria di Carrara. Bennati ha detto di non sapere per quale motivo il veicolo si trovasse nella struttura, ma ha considerato l’episodio un ulteriore elemento di incertezza sulle modalità di accesso. Nei diversi ambienti erano inoltre presenti cestini, parcometri, componenti di arredo urbano e transenne, alcune nuove, altre vecchie, danneggiate o potenzialmente recuperabili.
Il confronto con l’area utilizzata da Evam
All’ingresso è stato trovato anche un palo con fotocellula appoggiato a terra. Una delle persone presenti avrebbe riferito che l’oggetto si trovava lì da molto tempo. Bennati ha sottolineato di non voler concentrare l’attenzione sul singolo elemento fuori posto, anche perché alcuni arredi potrebbero essere stati trasferiti nella struttura di recente. Il problema, ha evidenziato, è l’assenza di risposte precise sulla provenienza dei materiali e sulle ragioni del loro deposito.
Nel quadro descritto dalla consigliera, l’area utilizzata da Evam rappresenta un’eccezione. È stata infatti indicata come l’unico spazio trovato pulito e ordinato, con gli estintori alle pareti. Il confronto con gli altri locali avrebbe reso ancora più evidente la differenza tra una zona organizzata e il resto del complesso, dove sono stati rilevati accumuli, scarsa illuminazione e attrezzature da controllare.
Per Bennati la questione non riguarda quindi un cestino, una transenna o un palo lasciato a terra, ma una situazione complessiva che, secondo la sua ricostruzione, si protrae da oltre otto anni. La consigliera ha attribuito responsabilità all’amministrazione guidata da Persiani, ma ha osservato che anche chi l’ha preceduta non sarebbe riuscito a risolvere il problema.
Le Jare sono state indicate tra le strutture da recuperare e riqualificare, anche in relazione al progetto della cittadella dello sport e al collegamento con la Variante Aurelia. Al momento, tuttavia, il rilancio appare ancora distante. Gli ambienti interni, i materiali accumulati, gli impianti da verificare e il passaggio di persone e mezzi riportano al centro il tema del futuro di un immobile pubblico che attende da anni di essere restituito alla città.