Società partecipata

Scontro sui conti di Evam, accuse e replica del sindaco

Bennati presenta un esposto contabile; Persiani respinge addebiti individuali; recuperate parte delle somme.

Scontro sui conti di Evam, accuse e replica del sindaco

È scontro politico sugli atti del bilancio 2025 di Evam, la società partecipata dal Comune di Massa. La consigliera del Polo Progressista Daniela Bennati ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti della Toscana dopo aver esaminato la documentazione societaria. Secondo l’esponente dell’opposizione, dalle carte emergerebbero importanti profili di responsabilità amministrativa e contabile. Il sindaco Francesco Persiani ha respinto le accuse, contestando in particolare qualsiasi responsabilità personale nella gestione dell’azienda.

Le contestazioni della consigliera

Al centro della vicenda ci sono due accordi transattivi. Il primo riguarda la scomparsa, nel 2022, di circa 550mila bottiglie d’acqua nel formato da mezzo litro, per un valore superiore a 137mila euro. Bennati riferisce che, a seguito dell’accesso agli atti sul bilancio 2025, è emerso un accordo transattivo, compensato e dilazionato, tra Evam e un fornitore di servizi. La consigliera ha sottolineato di essere rimasta sorpresa dal fatto che l’episodio non fosse mai emerso nei quattro anni di discussioni sulla società.

La consigliera segnala inoltre un secondo accordo, relativo alle utenze del magazzino delle Jare, per un importo di 117mila euro. Secondo la ricostruzione del Polo Progressista, in entrambi i casi il Consiglio di amministrazione sarebbe stato informato soltanto dopo la firma degli accordi da parte del presidente Gelati. Da qui la contestazione all’amministrazione comunale, accusata di aver mantenuto un controllo totale sul Cda e di non aver previsto un rappresentante dell’opposizione.

Il gruppo consiliare ricorda anche che il Consiglio comunale ha stanziato 750mila euro per sostenere Evam e annuncia una valutazione sull’eventuale presenza di profili penali, oltre alla possibile presentazione di un esposto alla Procura di Massa. Le accuse riguardano quindi sia la gestione delle transazioni sia il ruolo esercitato dal Comune, in qualità di socio della società.

La replica del sindaco e la posizione di Evam

Persiani ha riconosciuto alla consigliera il diritto di presentare esposti, chiedere chiarimenti e criticare l’amministrazione, ma ha negato che dagli atti possa derivare una sua responsabilità personale. Il sindaco ha richiamato la distinzione tra Assemblea dei soci, Consiglio di amministrazione, presidente, Collegio sindacale, revisore e Organismo di vigilanza. Il Comune è il socio, mentre il Cda amministra la società e gli altri organismi svolgono le rispettive funzioni di controllo.

In merito all’accusa di aver esercitato un controllo assoluto sul Cda, Persiani ha chiesto di indicare eventuali direttive impartite dal sindaco, ordini rivolti agli amministratori o atti con cui avrebbe deciso transazioni, autorizzato pagamenti o disposto attività operative. Secondo il primo cittadino, non esiste un automatismo per cui il socio di controllo possa essere considerato anche amministratore della società. Per questo ha chiesto una rettifica immediata, prospettando in caso contrario il ricorso all’autorità giudiziaria.

Il sindaco ha contestato anche l’idea di una gestione oscurata o di una volontà dell’amministrazione di nascondere la vicenda. Ha ribadito che le responsabilità amministrative e contabili non risultano, allo stato, accertate da un’autorità giudiziaria e che il Comune deve vigilare sulla propria partecipazione senza sostituirsi alla gestione quotidiana di Evam.

In una nota, la società ha comunicato che l’attuale Consiglio di amministrazione e la direzione dello stabilimento hanno avviato controlli e approfondimenti per ricostruire i fatti. Evam riferisce che le somme relative alle bottiglie e una parte consistente degli importi delle bollette non pagate sono già state recuperate. L’azienda precisa infine che l’attuale Cda opera in piena autonomia e non è di nomina politica, chiedendo che le informazioni siano verificate con chi conosce direttamente la vicenda.