La Casa di reclusione di Massa deve gestire una presenza di detenuti molto superiore alla capienza regolamentare, mentre gli organici risultano ridotti. Il quadro è emerso durante il sopralluogo organizzato dai Giovani Democratici della Toscana nell’ambito della campagna regionale Dimenticat3, dedicata alle condizioni degli istituti penitenziari.
Secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia, aggiornati all’11 agosto, nella struttura sono presenti 307 detenuti a fronte di una capienza prevista di 177 persone. La differenza supera quindi le cento unità e, secondo i rappresentanti politici, incide sulla possibilità di garantire attività educative, assistenza sanitaria e percorsi di reinserimento.
Organici ridotti e servizi sotto pressione
Durante la visita, il consigliere regionale del Partito Democratico Gianni Lorenzetti, presidente della IV Commissione toscana, ha evidenziato la carenza di personale. Nel carcere operano cinque o sei educatori, un medico e due infermieri, numeri ritenuti insufficienti rispetto alla popolazione detenuta. La situazione coinvolge anche la polizia penitenziaria e, più in generale, l’organizzazione quotidiana dell’istituto.
Lorenzetti ha espresso il timore che la struttura possa perdere il ruolo rieducativo costruito nel tempo. La Casa di reclusione viene infatti indicata come un istituto con una particolare attenzione alle attività lavorative e ai progetti destinati al reinserimento, ma il sovraffollamento rischia di rendere più difficili i percorsi individuali e di ridurre le opportunità disponibili.
Alla visita hanno partecipato il segretario regionale dei Giovani Democratici Bernardo Taddei, quello provinciale Alessio Fatticcioni, la segretaria comunale Ilaria Orlandi e gli esponenti Michela Votino, Luca Massa e Matilde Coluccini. Taddei ha sottolineato che la pressione numerica produce anche disparità nell’accesso alle attività. La struttura, secondo quanto riferito, potrebbe offrire opportunità di lavoro a oltre 160 detenuti, ma l’attuale situazione limita la possibilità di coinvolgere la popolazione interna in modo uniforme.
Il ruolo del Garante comunale
Nel corso del sopralluogo sono state ricordate anche alcune esperienze considerate positive, tra cui la ludoteca, i progetti realizzati con Telefono Azzurro e le attività lavorative. Per i Giovani Democratici, sicurezza, certezza della pena e rieducazione devono essere affrontate insieme, senza contrapporre diritti e sicurezza.
Un altro tema riguarda l’assenza, a Massa, del Garante comunale dei detenuti. L’assessora regionale Alessandra Nardini ha recentemente sollecitato l’amministrazione a istituire questa figura. I promotori della richiesta la descrivono come un punto di collegamento tra la popolazione detenuta, gli operatori e il territorio, e chiedono al Comune di definire tempi certi per la nomina.
La campagna Dimenticat3 proseguirà in altri istituti della Toscana, con tappe previste a Grosseto, Sollicciano e Volterra. Per i promotori, affrontare il sovraffollamento significa intervenire non solo sulle infrastrutture, ma anche su personale, formazione, lavoro e collegamenti con il territorio. L’obiettivo indicato è preservare le attività che favoriscono il reinserimento e garantire la funzione riabilitativa prevista dalla Costituzione.