Accoglienza negata

Famiglia con quattro figli resta in strada per quattro giorni

Coppia tunisina arrivata dalla Francia: una bimba di due anni ha la febbre

Famiglia con quattro figli resta in strada per quattro giorni

Una coppia tunisina con quattro figli minorenni è rimasta per quattro giorni senza una sistemazione, dormendo dove capitava e mangiando poco o nulla. La famiglia, arrivata a Massa dalla Francia, ha cercato aiuto rivolgendosi alle autorità, ma non avrebbe ottenuto nell’immediato un posto in accoglienza.

Tra i componenti del gruppo ci sono Souad, 14 anni, Sedki, 13, Gofran, 8, e la piccola Zorazarah, di appena 2 anni. La bambina aveva la febbre, mentre il tredicenne si era ferito a una gamba dopo una caduta. Il padre, Ramzi Jammali, era sbarcato a Lampedusa nel 2020 ed era stato successivamente trasferito in Francia, dove nel 2023 lo aveva raggiunto la moglie Samah con i figli.

La richiesta di aiuto alle autorità

La situazione è stata segnalata da Aziz, un connazionale ospitato nel centro collettivo Dea di Pallerone, ad Aulla, nell’ambito dell’accoglienza predisposta dalla Prefettura. I responsabili della struttura si sono attivati secondo la prassi, accompagnando la famiglia in Questura per dichiarare la mancanza di mezzi di sostentamento e chiedere la protezione internazionale.

Non avendo trovato una soluzione, i coniugi si sono quindi recati in Prefettura, dove nell’atrio hanno parlato con funzionari dell’Ufficio del Governo e della Questura. Secondo il racconto riportato nell’articolo, il confronto è stato caratterizzato anche da momenti di tensione e da frasi offensive. Al termine, però, la famiglia è rimasta senza una collocazione, nonostante la presenza dei minori.

Il trasferimento in Lunigiana

La coppia si è poi rivolta alla redazione del giornale, dove la famiglia è stata rifocillata. Sul posto sono arrivate anche le operatrici del centro Dea. Con l’intervento della Caritas di Aulla, rappresentata da Enrico Donnini, i genitori e i bambini sono stati trasferiti in Lunigiana.

Per la notte, tuttavia, la sistemazione non era ancora definita. La Caritas ha messo a disposizione lenzuola, coperte e cuscini, ma non disponeva di spazi liberi. Tra le ipotesi indicate c’erano un riparo alla stazione di Aulla oppure l’ospitalità offerta da privati, in attesa di un eventuale inserimento in un centro di accoglienza della provincia.

La vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione del caso e sull’applicazione delle procedure previste per persone prive di mezzi e con figli minori. L’articolo riferisce che, secondo la normativa richiamata, la famiglia avrebbe dovuto essere censita e, in attesa della valutazione della sua posizione, sottoposta alle cure necessarie e accolta in considerazione della presenza dei bambini.