Lutto e decoro

Degrado nel Campo degli Angeli al cimitero del Mirteto

I genitori di Sevilay chiedono interventi immediati e denunciano condizioni ritenute indegne dopo la sepoltura della neonata.

Degrado nel Campo degli Angeli al cimitero del Mirteto

Il Campo degli Angeli del cimitero del Mirteto, pensato come luogo di raccoglimento per i bambini scomparsi, è al centro della denuncia di Pietro Pisano, 39 anni, e Alessia Bonanni, 31, residenti a Castagnola. La coppia ha raccontato il dolore provato durante la sepoltura della figlia Sevilay, evidenziando condizioni di incuria che, a loro giudizio, non rispettano la memoria dei piccoli e la sofferenza delle famiglie.

Nell’area, secondo la testimonianza dei genitori, alcune croci risultano scardinate e abbandonate a terra. L’erba alta avrebbe inoltre nascosto statuine, oggetti e ricordi lasciati dai familiari, con il rischio che possano essere calpestati dai visitatori. Per Pietro e Alessia, già colpiti dalla perdita della figlia, l’ambiente si è trasformato in un’ulteriore fonte di sofferenza e indignazione.

La perdita della neonata

Il 24 luglio, la coppia si era recata al Noa quando Alessia era alla quarantesima settimana e cinque giorni di gestazione. La gravidanza, fino a quel momento, era arrivata a termine senza problemi riferiti nel racconto della famiglia. Al loro arrivo in reparto, però, i genitori hanno scoperto che il cuore della bambina non batteva più.

Alessia ha dovuto affrontare un parto naturale e dare alla luce la figlia che lei e Pietro avevano già deciso di chiamare Sevilay, senza poter ascoltare il suo pianto. Il 28 luglio il corpo della neonata è stato trasferito a Pisa per l’autopsia. Il giorno successivo la famiglia si è riunita nella chiesina del cimitero del Mirteto per il funerale, prima della sepoltura nel Campo degli Angeli.

La richiesta dei genitori

Proprio durante quel momento di addio, allo strazio della famiglia si è aggiunta la constatazione dello stato dell’area. I genitori di Sevilay hanno quindi scelto di rendere pubblica la situazione, chiedendo che il settore venga ripristinato e mantenuto con ordine e decoro. La loro denuncia riguarda non soltanto la tomba della figlia, ma anche tutti i bambini che riposano nello stesso spazio.

Pietro e Alessia chiedono interventi immediati per restituire dignità a un luogo destinato ad accogliere il ricordo di chi non c’è più. La richiesta, spiegano, nasce dal desiderio di evitare che altre famiglie, già costrette ad affrontare un lutto profondissimo, debbano aggiungere a quel dolore la vista di un’area lasciata nell’incuria.