Da oggi a domenica il centro storico di Massa ospita la tappa finale del Cocktail Fest 2026, manifestazione dedicata alla mixology contemporanea dopo gli appuntamenti di La Spezia e Sarzana. Sono nove i bar aderenti: La Taberna, Hermès, Omero, Mirage, Malto Pub, Duomo34, Bodeguita, Velluto e 50 Sfumature di Vino. L’iniziativa è patrocinata dal Comune.
Il biglietto, acquistabile al costo di 20 euro davanti al Duomo di Massa, consente di ottenere dieci assaggi da consumare nei locali partecipanti nell’arco dei tre giorni. I cocktail saranno valutati sia dal pubblico sia da una giuria di esperti composta, per la tappa massese, da Michele Venturini, direttore tecnico del Cocktail Fest, Marco Graziano, esperto di rum e fondatore di Leviedelrum, e Giacomo Ricciardi, vincitore dell’edizione di Sarzana 2026.
La posizione dei medici per l’ambiente
La manifestazione ha suscitato critiche da parte della sezione di Massa-Carrara di Isde, Medici per l’ambiente. In una nota, l’associazione esprime preoccupazione per la promozione di un evento incentrato sul consumo di alcol in un territorio classificato come Sin/Sir, nel quale, secondo Isde, gli studi epidemiologici Sentieri e i report di Cnr, Ars Toscana e Iss hanno documentato eccessi di mortalità per tumori, patologie croniche gravi a carico di polmoni e fegato e condizioni di vulnerabilità sanitaria e sociale.
Secondo l’associazione, il consumo di alcol tra i giovani si accompagna sempre più spesso al fumo. Isde richiama inoltre la campagna del Ministero della Salute Zero alcol in gravidanza, lanciata in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, e sottolinea il principio secondo cui non esiste una quantità sicura di alcol, mentre in gravidanza la proibizione è assoluta.
Rischi e comportamenti segnalati
La nota cita anche dati e sorveglianze epidemiologiche relativi alla provincia di Massa-Carrara: l’inizio precoce del consumo, la diffusione del binge drinking nei fine settimana e nella movida costiera, oltre alla maggiore frequenza del consumo combinato di alcol e sigarette rispetto ad altre province toscane. Isde segnala inoltre un incremento del consumo tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni e un consumo quotidiano tra gli anziani, spesso sottovalutato per le possibili interazioni con i farmaci.
L’associazione collega questi comportamenti a un aumento del rischio di incidenti, dipendenze, scompensi cardiaci, disturbi cognitivi e aggravamento di patologie già presenti nel territorio. Richiamando anche le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’associazione tra alcol e fumo e sui possibili effetti sulla fertilità, Isde definisce inopportuno e potenzialmente rischioso un evento che incentiva il consumo di alcol, anche se presentato con l’obiettivo dichiarato di promuovere il buon bere.