Si apre uno spiraglio per il futuro di The Italian Sea Group, ma la situazione resta in divenire. È quanto emerso dal tavolo convocato ieri in Prefettura tra i vertici dell’azienda, con la presenza di Giovanni Costantino, delle organizzazioni sindacali, dei legali della società, delle rappresentanze delle Rsu, dell’Autorità portuale, della Capitaneria di porto e dell’amministrazione di Carrara. Il confronto ha permesso di fare il punto sul percorso di risanamento avviato dal cantiere navale dopo il ricorso agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e la volontà di Tisg di percorrere la strada del concordato in bianco come procedura di rilancio aziendale.
Un elemento di rilievo emerso dall’incontro riguarda il futuro della governance. Il presidente Giovanni Costantino, come riportato dal segretario Cgil Nicola Del Vecchio, ha manifestato la disponibilità a fare un passo indietro qualora risultasse funzionale al rilancio della società. Tra gli scenari prospettati c’è anche l’ingresso di nuovi investitori, con il conseguente rinnovo del cda. Attualmente sarebbero in corso quattro interlocuzioni più avanzate, mentre Tisg punta a rinegoziare le commesse con gli armatori, passaggio ritenuto decisivo per comprendere i margini di manovra e definire le prossime scelte.
Occupazione e cassa integrazione
Entro il 10 settembre è attesa la presentazione del nuovo piano industriale, mentre tra le opzioni allo studio resta anche quella di una ricapitalizzazione. “Non abbiamo ancora nessuna certezza circa il futuro del cantiere – spiega Del Vecchio – e l’unica cosa che effettivamente Giovanni Costantino ha detto al tavolo, è che stanno lavorando a una soluzione in continuità che prevede un cambio di tutto il cda, del presidente e dell’amministratore delegato. Ne prendiamo atto, anche perché continuare in queste condizioni sarebbe un esercizio di accanimento terapeutico”. Ora la richiesta alla Regione Toscana è di aprire subito un tavolo di crisi con la presenza anche del ministero.
Sul fronte occupazionale, è arrivata la conferma del ricorso alla cassa integrazione straordinaria per circa 200 lavoratori diretti, appartenenti a tutte le funzioni aziendali. I sindacati hanno chiesto che il peso della crisi non ricada sui dipendenti, rivendicando criteri di rotazione ed equità nell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e la tutela della continuità retributiva. Anche Michele Folloni di Cisl e Bruno Casotti della Fim Cisl hanno ribadito la necessità di garantire continuità retributiva a tutti, pur in un quadro da definire.
Situazione delle commesse
Tra i temi affrontati anche la situazione delle commesse in essere. Delle dodici attualmente aperte, circa la metà potrebbe interrompersi, mentre per le altre sarebbe in corso un tentativo di rinegoziazione con i rispettivi armatori. “Confermata la cassa integrazione per un buon numero di dipendenti – ha aggiunto all’uscita dall’incontro la sindaca Serena Arrighi – con la proprietà che ha detto di essere disponibile a fare almeno l’anticipo della cassa”. Intanto, è stato avviato dal Tribunale l’iter per il concordato preventivo in bianco chiesto dalla società con la nomina dei commissari giudiziali.