Sciopero del marmo

Settore lapideo in sciopero: richiesta di redistribuzione della ricchezza

Fermata totale del settore lapideo per il rinnovo del contratto integrativo provinciale.

Settore lapideo in sciopero: richiesta di redistribuzione della ricchezza

Oggi si ferma l’intero settore lapideo provinciale, con i bacini marmiferi che si bloccano in segno di protesta. Si tratta dello sciopero generale proclamato da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil a seguito della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo provinciale, scaduto il 31 dicembre 2025. Il blocco è il risultato di un’assemblea tenutasi nei giorni scorsi al parcheggio Tarnone, all’uscita della galleria del Monte Novelli.

Le sigle sindacali hanno ricevuto un mandato unanime dai lavoratori per proclamare lo sciopero, sottolineando che non sono disposti a mettere in discussione l’integrativo provinciale conquistato con anni di lotte e sacrifici. I sindacati evidenziano la necessità di una corretta redistribuzione della ricchezza prodotta in cava, rifiutando richieste di sacrifici in un settore che beneficia del mercato del lusso e che opera in condizioni ambientali critiche.

Le richieste dei sindacati

Secondo i sindacati, il rinnovo contrattuale si inserisce in un ciclo strutturale caratterizzato da un divario crescente tra le dinamiche salariali e il costo della vita, oltre a trasformazioni tecnologiche e organizzative che stanno cambiando le modalità operative nel settore. Cgil, Cisl e Uil difendono l’attuale accordo, in particolare per quanto riguarda l’orario di lavoro e le indennità, e considerano provocatoria la richiesta degli industriali di rinviare il confronto a fine luglio.

“Nonostante avessimo inviato la nostra piattaforma tre mesi fa, gli industriali non hanno trovato il tempo per discuterne”, affermano i sindacati. “Se hanno la volontà di sedersi al tavolo, confermino l’attuale integrativo e poi possiamo avviare un confronto serrato sulle nostre richieste”. L’accordo integrativo provinciale è visto come un pilastro fondamentale per il settore, poiché offre tutele economiche e normative superiori rispetto al contratto nazionale.

La posizione di Confindustria

Confindustria, rammaricata per lo sciopero, ha dichiarato che questa decisione rischia di alimentare una contrapposizione che si vuole evitare. La presidente della Sezione Lapideo e Carbonati di Confindustria, Federica Guadagni, ha proposto un incontro per il 20 luglio e ulteriori confronti il 27 e 28 luglio. Nonostante lo sciopero, Confindustria ribadisce la propria disponibilità a discutere i punti della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto provinciale, sottolineando l’importanza di un confronto costruttivo per il bene delle imprese e dei lavoratori del comparto lapideo.