Stop discarica

Il Consiglio provinciale dice no all’ampliamento della discarica

Il Consiglio provinciale sostiene la chiusura dell'ex Cava Fornace, seguendo la volontà di sei Comuni.

Il Consiglio provinciale dice no all’ampliamento della discarica

Il Consiglio provinciale ha votato per dire no all’ampliamento dell’ex Cava Fornace e ha espresso la volontà di chiudere l’impianto. Questo voto si allinea con la decisione già presa da sei Comuni: Montignoso, Pietrasanta, Massa, Carrara, Seravezza e Forte dei Marmi. Marco Di Gennaro, presidente del Comitato per la chiusura della discarica, ha dichiarato che il territorio ha espresso chiaramente la propria volontà e ora è tempo che la politica agisca di conseguenza.

Il documento approvato dal Consiglio provinciale arriva dopo un passaggio istituzionale ritenuto decisivo. Palazzo Ducale ha infatti sostenuto l’atto già votato ad aprile dai sei Comuni, chiedendo alla Regione di respingere il procedimento autorizzativo per l’ampliamento della discarica. Questo indirizzo è stato condiviso anche dal Consiglio provinciale di Lucca, che ha approvato un ordine del giorno simile. Di Gennaro ha sottolineato che il Consiglio provinciale ha dato sostegno all’atto già approvato dai Comuni, chiedendo alla Regione di esprimersi negativamente sul progetto di ampliamento.

Richiesta di cambiamento politico

Il Comitato ora si rivolge ai Comuni di Firenze, Prato e Pistoia, dove si trovano i principali soci di Plures, la multiutility che gestisce la discarica. Di Gennaro ha affermato che è necessario un cambiamento nell’orientamento delle forze politiche a livello regionale e provinciale, affinché venga dato un chiaro indirizzo agli amministratori di Plures per abbandonare il progetto di completamento della discarica e avviare il percorso di chiusura.

Il comitato ha anche richiamato l’attenzione sui numeri del bilancio 2025 di Plures, che ha chiuso l’esercizio con 2,2 miliardi di euro di ricavi e circa 70 milioni di euro di utili. Negli ultimi cinque anni, gli utili complessivi hanno raggiunto i 250 milioni di euro. Questo dimostra, secondo il comitato, che non c’è bisogno di Cava Fornace e che la società ha la solidità economica necessaria per gestire la discarica senza procedere al suo completo riempimento.

Situazione attuale e prossimi passi

La situazione è ulteriormente complicata da quanto accaduto nel 2024, quando un crollo all’interno dell’impianto ha causato un’emergenza per lo sversamento del percolato nella pubblica fognatura. Di Gennaro ha affermato che il territorio ha capito che su Cava Fornace si deve mettere una pietra sopra. Attualmente, il procedimento per il rilascio del Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale richiesto per il completamento della discarica, è ancora aperto e la prossima scadenza è fissata per il 30 settembre. Il Comitato chiede che la compattezza dimostrata finora dal territorio continui in un’iniziativa politica che possa influenzare anche le decisioni di Plures.