Crisi aziendale

Tisg di Massa Carrara verso il concordato: offerta da 210 milioni

Provvedimento del Tribunale fiorentino attende ratifica consiliare; intanto prosegue la sfida per rilevare l’intero gruppo.

Tisg di Massa Carrara verso il concordato: offerta da 210 milioni

Cambia il percorso per affrontare la crisi di The Italian Sea Group. Al termine di un’udienza durata tre ore, il Tribunale di Firenze ha disposto il passaggio dalla composizione negoziata al concordato preventivo, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei fornitori e degli altri creditori della società.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Tisg, i legali dello studio Stanghellini, il commercialista Giulio Andreani e le imprese che rappresentano i principali creditori. Nel corso dell’udienza, i vertici della società hanno risposto alle domande del giudice e fornito chiarimenti sui diversi aspetti della situazione finanziaria e industriale.

Più poteri al giudice

Il concordato preventivo prevede un maggiore controllo da parte dell’autorità giudiziaria e il possibile trasferimento di alcune competenze decisionali dal consiglio di amministrazione al giudice. Secondo quanto riferito dagli addetti ai lavori, il cronoprogramma e le scadenze della procedura dovrebbero essere rispettati senza proroghe o dilazioni. La commissione giudiziale manterrà inoltre gli stessi poteri.

Il provvedimento del Tribunale di Firenze dovrà ora essere sottoposto al consiglio di amministrazione di The Italian Sea Group per la ratifica finale. Il nuovo iter si inserisce nel percorso avviato per individuare una soluzione capace di garantire la continuità produttiva e di tutelare creditori, fornitori, committenti e clientela.

La gara per l’acquisizione

Nel frattempo resta aperta la partita per la vendita degli asset aziendali, in attesa delle decisioni previste entro la fine del mese. Azimut Benetti, una delle società interessate all’acquisizione dell’intero comparto, ha aumentato la propria proposta di 10 milioni di euro, portandola a 210 milioni. L’offerta supera così quella da 200 milioni presentata da Sri Global.

La cordata rappresentata da Vincenzo Poerio, attuale amministratore delegato di Tankoa, punta all’intero compendio industriale. Il progetto prevede una ripartenza iniziale attraverso l’affitto delle strutture produttive, la salvaguardia dell’occupazione e una discontinuità nella gestione, con Poerio alla guida del gruppo al posto di Giovanni Costantino.

La scelta finale non dipenderà soltanto dal valore economico delle proposte, ma anche dai rispettivi piani di rilancio industriale. Per le acquisizioni parziali risultano inoltre interessati Polo Nautico Carrara, riconducibile a Sanlorenzo, e Baglietto, entrambi orientati al cantiere di La Spezia. Una quinta proposta sarebbe stata presentata da Safe Harbor Marinas, società controllata da Blackstone.