Duecentosettanta esuberi e 15 manifestazioni d’interesse per il futuro societario e industriale. Sono i numeri emersi dal nuovo tavolo di crisi regionale dedicato a The Italian Sea Group, riunito a Firenze con la partecipazione dell’azienda, dei sindacati, delle istituzioni e degli organi della procedura. La vertenza riguarda il gruppo della nautica con attività a Carrara e apre una fase decisiva per la continuità produttiva e per l’occupazione.
Solidarietà, accolte le richieste dei sindacati
Dopo ore di confronto, Tisg ha comunicato la consistenza degli esuberi e si è dichiarata disponibile ad affrontare la fase di difficoltà attraverso il contratto di solidarietà. Al tavolo erano presenti Bruno Casotti per Fim-Cisl, Umberto Faita per Fiom-Cgil e Giacomo Saisi per Uilm-Uil, che dovranno ora riferire gli aggiornamenti ai lavoratori. Per lunedì è già stata convocata un’assemblea, alla vigilia di uno dei passaggi più delicati della procedura.
Le organizzazioni sindacali hanno dato il via libera alla trattativa sul contratto di solidarietà dopo aver ottenuto l’accoglimento delle principali richieste avanzate nelle scorse settimane. Tra queste figurano l’anticipo dell’ammortizzatore, la rotazione del personale, la maturazione dei ratei, l’assenza di trattenute sui saldi ferie negativi legati alle interruzioni dei rapporti di lavoro e il confronto con la Rsu sulla gestione della cassa.
L’intesa non è però ancora operativa. L’attivazione del contratto di solidarietà è subordinata all’autorizzazione del tribunale, necessaria per presentare la richiesta al ministero del Lavoro. Proprio mercoledì 15 è fissata un’udienza che potrebbe incidere in modo determinante sul percorso di risanamento del gruppo.
La procedura per il nuovo investitore
Secondo quanto riferito al tavolo, il contratto di solidarietà è strettamente legato al piano di risanamento presentato nell’ambito della procedura. Per questo i sindacati chiedono un monitoraggio costante sui tempi e sulle modalità di attivazione dello strumento, oltre a garanzie sulla capacità dei potenziali acquirenti di assicurare la continuità industriale e gli attuali livelli occupazionali.
Sul fronte societario, l’azienda avrebbe manifestato una preferenza per lo share deal, con un aumento di capitale e l’ingresso di nuovi soci, rispetto all’asset deal, che potrebbe comportare la cessione dell’intero complesso oppure di singoli rami, attività e beni. Le 15 manifestazioni d’interesse saranno esaminate nelle prossime settimane nell’ambito della procedura competitiva. Tra i possibili pretendenti, secondo le indiscrezioni richiamate al tavolo, ci sarebbero gruppi industriali della nautica e investitori finanziari.
Restano tuttavia incertezze sulle prospettive. Nicola Del Vecchio, segretario della Cgil, ha sottolineato che non è stato ancora illustrato un piano di rilancio puntuale e che, al momento, le lavorazioni in cantiere fanno riferimento a un’unica commessa. La verifica delle prossime settimane dovrà chiarire se esistano le condizioni per una ripresa dell’attività, il mantenimento della piena occupazione e il coinvolgimento dell’indotto. La sindaca Serena Arrighi ha definito l’intesa un primo passo per la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.