Restano undici le offerte non vincolanti raccolte per il futuro di The Italian Sea Group, il gruppo della nautica di lusso impegnato da mesi in un percorso di risanamento sotto la supervisione del tribunale di Firenze. La procedura riguarda il destino del cantiere e si intreccia con il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali, che chiedono garanzie sull’occupazione e sulla continuità industriale.
La procedura competitiva
Il 15 settembre Tisg ha comunicato la conclusione della prima fase della procedura competitiva, con la ricezione di undici proposte. Le offerte sono riconducibili a due possibili modalità di intervento: l’asset deal, che prevede la cessione totale o parziale di attività e beni, e lo share deal, basato invece su un intervento sul capitale per sostenere la continuità aziendale.
I nomi dei soggetti interessati e i dettagli delle proposte non sono stati resi pubblici. L’azienda procederà ora con gli approfondimenti sui potenziali investitori selezionati, ai quali sarà chiesto di presentare le offerte vincolanti entro il 19 ottobre. La valutazione delle proposte sarà quindi decisiva per definire il percorso futuro del gruppo e del sito produttivo.
Solidarietà e conti
Dalla scorsa settimana è operativo il contratto di solidarietà, affiancato dalla cassa integrazione straordinaria, per affrontare la riduzione dell’attività produttiva. Sono stati inoltre programmati incontri settimanali con le Rsu, chiamate a verificare l’applicazione dell’accordo e il rispetto degli impegni assunti. Al momento la riduzione interessa in media il 20 per cento dell’orario di lavoro, ma l’azienda ha annunciato percentuali più elevate nei mesi di novembre e dicembre.
Nel frattempo è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione, presieduto da Saverio Schiavone. L’assemblea del 30 settembre ha inoltre designato Giovanni Costantino come amministratore delegato. I poteri del nuovo vertice dovranno essere esercitati nel rispetto dei limiti fissati dalla procedura in corso davanti al tribunale fiorentino. Il mandato del consiglio durerà fino all’approvazione del bilancio 2028.
La relazione finanziaria semestrale consolidata, inizialmente attesa per il 16 ottobre, è stata rinviata al 3 novembre per consentire una valutazione adeguata delle eventuali offerte vincolanti. L’ultimo aggiornamento economico-patrimoniale, riferito al 31 agosto e depositato in tribunale, indica una perdita di circa 46 milioni di euro.
I debiti commerciali ammontano a 207 milioni di euro, mentre i ricavi complessivi risultano pari a 69 milioni. La società ha precisato che si tratta di dati preliminari e gestionali, non sottoposti a revisione legale dei conti. In vista della scadenza del 19 ottobre, Fim-Cisl e Uilm-Uil chiedono che venga salvaguardata l’unità industriale del gruppo, insieme alla continuità occupazionale e alla tutela dell’indotto.
Per le organizzazioni sindacali, il futuro investitore dovrà presentare un piano industriale credibile e prevedere investimenti capaci di riportare il cantiere alla piena operatività. L’obiettivo indicato è evitare la dispersione del patrimonio produttivo e mantenere unite le attività, mentre prosegue il monitoraggio sull’applicazione del contratto di solidarietà.