Con la ripresa del campionato torna al centro del dibattito la gestione della viabilità nelle aree vicine agli impianti sportivi. A Carrara, in occasione della gara tra Carrarese e Mantova, il divieto di sosta con rimozione forzata è entrato in vigore alle 10, nove ore prima del fischio d’inizio fissato alle 19.
La durata delle limitazioni ha suscitato perplessità tra residenti ed esercenti della zona dello stadio. Il provvedimento, adottato in vista dell’incontro e motivato dalle esigenze di sicurezza e ordine pubblico, ha riacceso le critiche sulla proporzione tra l’orario di avvio dei divieti e l’effettivo arrivo dei tifosi ospiti.
La contestazione sui tempi
A farsi portavoce dei malumori è il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel. L’esponente del centrodestra riconosce la necessità di predisporre misure adeguate durante le partite, ma contesta l’anticipo con cui vengono applicate le restrizioni. Secondo Manuel, nove ore rappresentano un intervallo eccessivo, considerando che non sarebbe plausibile ipotizzare l’arrivo della tifoseria ospite con un margine tanto ampio rispetto all’inizio della gara.
Il consigliere sottolinea inoltre le difficoltà per chi vive o lavora nell’area dell’impianto. Residenti e commercianti, molti dei quali sostengono la squadra di casa, si troverebbero a dover affrontare un doppio disagio: da un lato le limitazioni alla circolazione e alla sosta, dall’altro le conseguenze sulle normali attività quotidiane e commerciali.
La richiesta alla giunta
Da qui l’appello rivolto alla giunta comunale affinché riveda l’articolazione degli orari e limiti i divieti al periodo realmente necessario per garantire la sicurezza. La proposta è di valutare misure più equilibrate, capaci di tenere insieme le esigenze dell’ordine pubblico, quelle degli esercenti e la fruibilità della zona da parte dei residenti.
Manuel chiede inoltre di prendere in considerazione eventuali indennizzi qualora le attività fossero costrette a chiudere o a subire ripercussioni significative a causa delle restrizioni. La questione, sostiene il consigliere, non dovrebbe essere rinviata: l’obiettivo indicato è individuare un’organizzazione che consenta di tutelare la sicurezza senza imporre limitazioni anticipate oltre lo stretto necessario.