Carrara ripensa il proprio futuro a partire dai beni comuni, dalla qualità della vita e da un diverso modello di sviluppo. È questo il tema del confronto promosso da Sinistra Italiana-Avs nella sala conferenze di Nausicaa, dove esponenti politici e rappresentanti dell’associazionismo si sono riuniti per discutere delle principali questioni che riguardano la città. L’iniziativa non è stata presentata come un tavolo ufficiale dei progressisti, ma come un’occasione di dialogo anche in vista delle elezioni comunali del 2027.
A moderare l’incontro sono stati Carlo Perazzo e Matteo Bartolini, di Sinistra Italiana. Nel corso del dibattito sono stati affrontati diversi nodi: il rapporto tra attività estrattive e territorio, il consumo di suolo, il futuro del litorale, l’aumento delle nuove povertà, la situazione della sanità e la necessità di ricostruire occasioni di socialità. Un insieme di temi che, secondo i partecipanti, richiede una strategia complessiva per lo sviluppo urbano e per la qualità dei servizi.
Il litorale e l’emergenza sociale
Sulla costa è intervenuto Piero Marchini di Rifondazione comunista, che ha contestato l’attuale prevalenza delle privatizzazioni e si è espresso contro la direttiva Bolkestein, ritenuta non coerente con una concezione dei beni comuni. Nel territorio comunale, ha ricordato, la costa dispone di 1.627 metri di spiaggia, dei quali soltanto 300 metri sono liberi. Da qui la richiesta di intervenire sul piano dell’arenile, con l’obiettivo di rivedere l’equilibrio tra aree in concessione e spazi accessibili alla collettività.
Il tema sociale è stato approfondito da Enrico Marselli del Pd Carrara, che collabora con Caritas. Nel suo intervento ha segnalato un aumento delle richieste di aiuto da parte di uomini separati, persone che hanno perso la tessera sanitaria dopo essere state costrette a lasciare la residenza anagrafica e cittadini colpiti dalla riduzione del potere d’acquisto. Tra le emergenze indicate c’è anche quella abitativa: una possibile risposta, secondo Marselli, potrebbe arrivare dal recupero degli alloggi Erp non utilizzati.
Sanità, giovani e attività estrattive
Valeria Pedrini, del Movimento 5 Stelle, ha riportato l’attenzione sul futuro del Monoblocco e della sanità cittadina. Il riferimento è alle parole pronunciate nel 2023 dall’allora assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini, che in consiglio comunale aveva indicato entro la fine del 2027 la realizzazione a Carrara di uno dei poli sanitari più efficienti del sistema regionale. Secondo Pedrini, però, finora sarebbe stato fatto poco o nulla per raggiungere quell’obiettivo.
Alessandro Lambruschi, per i socialisti, ha posto l’accento sul ruolo dei giovani e sulla necessità di creare nuove occasioni di aggregazione. La città, ha sostenuto, non è composta soltanto da edifici e monumenti, ma anche dalle persone che la abitano. Le nuove generazioni, in particolare, dovrebbero essere ascoltate e sostenute contro forme di isolamento legate alla permanenza in casa e alla comunicazione esclusivamente attraverso il cellulare. Tra gli strumenti indicati c’è lo sport scolastico, a condizione che gli istituti dispongano di spazi adeguati, a partire dalle palestre.
Maria Paola Antonioli di Legambiente ha invece affrontato il rapporto tra territorio e cave. A suo giudizio, i Pabe dovrebbero essere rivisti perché non avrebbero rispettato lo spirito delle norme di riferimento. L’associazione propone un percorso di progressiva dismissione dei siti con rese di blocchi ormai comprese tra il 5 e il 10 per cento, insieme al recupero dell’esistente, alla rigenerazione edilizia e a una maggiore attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici. Carrara, ha ricordato Antonioli, è il nono comune toscano per consumo di suolo. In chiusura, Umberto Faita della Fiom Cgil ha svolto un breve riepilogo della situazione di Tisg.